martedì 9 settembre 2014

Speriamo

In questo periodo di incertezza generale, in cui le unioni sentimentali durano un battito di ciglia o poco più, dovremmo essere tutti d’accordo su alcuni punti secondo me imprescindibili per andare avanti che, sempre secondo me, si possono riassumere in,

se è senza uova non è una frittata. Non può esserlo. Smettetela di chiamarla “frittata senza uova”, non state dicendo nulla. 

- Ho cucinato una “frittata senza uova” e Gianni mi ha detto che era buonissima.

Gianni mente, cara mia e quando ti ritroverai a piangere in bagno pensando,

"Gianni diceva sempre che ero l’unica per lui", ricordati della “frittata senza uova” e che ha fatto bene a lasciarti.
La frittata senza uova non esiste. È l’antimateria. Basta. 

Poi, quando due si lasciano perde chi per primo si iscrive a yoga.
Non ci sono scuse che tengano: se ti lasci e poi ti iscrivi a yoga per primo, hai perso.

Non importa che tu dica 
“devo trovare il mio equilibrio”, oppure “mi fa sentire meglio” o peggio, “l’ho fatto per questa contrattura che ho qui alla scapola destra”, che anzi se inizi con la scusa del “mi fa male qui” ci passi pure per vecchio e hai perso due volte, o tutte le altre scuse che puoi trovare, no, hai perso tu”. 
Aspetta, quindi. 
Aspetta che lo faccia l’altro. Oppure iscriviti ma sappi che hai perso.

E tu dirai “ma non abbiamo più quindici anni: non possiamo fare questi giochetti”.

Certo, hai ragione, non possiamo: però hai perso tu. 
E aggiungerò anche un “gne gne gne”. Così, perché hai perso.

Infine quando forse anche grazie allo yoga ritroverete l’amore ricordatevi che è amore solo se gli piacciono le tue fototessere.

Perché l’amore è cieco. Speriamo.

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Immagine Lynn Terry Photography

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martedì 2 settembre 2014

Eccomi

Eccomi.
Sì, lo so, sono stata via e a voi non è cambiato nulla. 
Lo so, lo so.
Non vi siete nemmeno accorti.
Lo so, lo so.

Ma tranquilli, questo non vuole essere un post su me che mi piango addosso e che penso a quanto la mia vita faccia schifo e tutta quella roba lì. 

No.
Easy.

Questo è un post sul mare.

Sì, perché in questi giorni sono andata al mare.
E poi a me piace un sacco il mare.
Io mi sento proprio bene al mare.

Tipo che ogni volta che vado e sono dentro l’acqua e mi rilasso e sto bene penso,
“ahhhh, certo che potrei anche morire adesso per quanto sto bene”,

che forse detta così non è proprio una cosa bella da pensare ma serve per farvi capire quanto mi piace il mare. 
Cioè tipo che ci morirei al mare. 

Che continua a non essere una cosa bella da pensare ma tant’è.

Va be’ comunque il mare mi piace. 
Mi piace tutto del mare,
la spiaggia, le onde, i gabbiani, l’acqua, i sassi, l’azzurro, le barche, il sole, gli scogli.

Non lo so, mi fanno sentire in pace col mondo.

Come quando mia madre mi aspettava sul bagnasciuga e mi urlava che dovevo uscire dall'acqua perché era freddo e mi diceva di controllare le mani perchè sicuramente le avevo tutte rugose, perché era troppo tempo che stavo in acqua. 

Lei mi aspettava con l’asciugamano pronta ad acchiapparmi e mi avvolgeva e mi stringeva forte, 
"vieni da mamma ché è freddo", 
mi diceva e poi, 

"dai dai dai, asciugati" 

e mi stringeva ancora più forte e io le dicevo, 

"hai visto che tuffi che ho fatto?",

 e lei, 

"sì sì li ho visti: sei proprio brava", 

e io, 

"poi hai visto che ho nuotato fino a lì?", 

"sì sì l’ho visto, l'ho visto. Dai asciugati adesso che prendi freddo e poi ti viene la tosse, anche i capelli, dai",

e mi stringeva ancora più forte ed era bellissimo.

È successo l’altro ieri.

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Immagine tratta dal film "La prima cosa bella" prima di tutto perché è un bel film che vi coniglio di vedere poi anche perché nella scena finale spiega quella cosa dell'asciugamano meglio di me.

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martedì 5 agosto 2014

Dieci frasi da non dire al primo appuntamento

Visto che è Estate
e visto che in Estate ci si diverte
e visto che quando ci si diverte si è più spensierati
e visto che quando si è più spensierati si è più stupidi
e visto che quando si è più stupidi ci si innamora, quest’oggi, visto che è Estate, vi voglio dare delle dritte sul primo appuntamento.

Che poi se siete arrivati al primo appuntamento siete già dei grandi. 
Sì, insomma, siete già più in gamba di me che al primo appuntamento non riesco ad arrivare mai. Io, la stessa persona che vi sta per dare dei consigli sul primo appuntamento, un po’ come quando andate a fare quel corso prematrimoniale dal prete.

Perfetto quindi, ecco la mia lista delle dieci frasi da non dire al primo appuntamento.
Che poi è solo una.

Sì, lo so, non so fare le liste.
Me ne sono accorta lo scorso Capodanno quando ho fatto la lista delle cose da fare per l’anno nuovo, appunto, e ho capito che non rispettarla non è il mio unico problema,

“Buoni propositi per il 2014”
- Essere più buona.
- Fare la spesa.
- Gattini.
- :) ;) ^..^
- Imparare a fare le liste. 

Ma va be’ tanto se siete qui, su ‘sto blog, non sarete delle gran cime nemmeno voi. Dai, non è che state leggendo il blog di Stephen Hawking, qui state. Che poi il nostro caro Stephen avrebbe molta più autorità di me in merito al primo appuntamento visto che lui si è sposato. Due volte. Cioè vi immaginate come deve essere sposare Stephen Hawking, pensate alle scuse che riesce ad inventare sull’universo senza confini per non attaccare due mensole. E infatti ha divorziato. Tutte e due le volte.

Ritornando alle dieci cose da non dire al primo appuntamento, la sola cosa da non dire è,
“no, non mi piace la tua amica, sono uscito con te perché preferisco le donne in carne”.

Ecco, no.
Che voi pensate sia un complimento e invece no.

Fatelo per gentilezza: non è carino che al primo appuntamento dopo che si è preparata, truccata e vestita, lei si debba anche preoccupare di come occultare un cadavere.

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Immagine Tumblr (Stephen Hawking il giorno del suo primo matrimonio) 
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martedì 29 luglio 2014

Piove

Vado al mare.
Ho due minuti liberi tra una serie tv e l’altra e vado al mare.
Arrivo in spiaggia, stendo l’asciugamano e cosa fa? Inizia a piovere.

Ma non una pioggia normale, no. Un diluvio: il cielo s’era annuvolato così tanto che sembrava di stare in quel passo dell’apocalisse in cui poi dopo moriamo tutti. O a Londra.

Ma va be’, prendo tutte le mie cose e torna a casa.
Doveva andare così, mi dico. 

Cioè se deve piovere, piove.

Non come quando fate qualcosa voi, 

uscite, 
andate a giocare a pallone, 
andate a comprare un paio di scarpe, 
visitate il Louvre, 
andate a prendere un pollo allo spiedo in rosticceria, 
ordinate un Kebab, il falafel ce l’hai per l’Assunta che adesso è vegetariana?,
andate dal dentista,
a farvi un tatuaggio,
andate a vedere The Ring al cinema,
andate a vedere The Ring in videocassetta,
diventate a vostra volta i protagonisti di The Ring,
comprate un gelato,
visitate San Marino,
dite a qualcuno Ti Chiamo,
vi sentite rispondere Ti Amo anch’io,
vi sentite in imbarazzo,
fate finta di niente,
tornate a casa,
siete a disagio per quel Ti Amo,
cercate notizie su come arruolarvi nella legione straniera,
vi date fuoco,

e piove. Proprio perché voi state facendo quella cosa lì.

No, da me ha piovuto perché doveva piovere, non perché io avevo deciso di andare al mare, avrebbe piovuto anche se fossi stata a casa. 

Non come con voi: io non sono così importante.

Immagine Tumblr 
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martedì 22 luglio 2014

Non sono una persona solare

Non sono una persona solare.
Eppure mi piacerebbe. 

Bisognerebbe circondarsi di persone positive.
Di persone yea.
Di quelle che hanno voglia di fare e che alla fine fanno davvero.
Di chi vede sempre il bicchiere mezzo pieno.
Di quelle che “dai, domani andrà meglio”.
Di quelle che hanno sempre un motivo per sorridere alla vita.
O alla Rita, mia madre, e per questo di positività ce ne vuole.

No, davvero, a me piacete un sacco.
Con i vostri slanci, con i vostri voli: io vi guardo sempre e faccio il tifo per voi.
Perché avete coraggio e non avete paura di fallire.
Bisognerebbe essere così.
Ci credete.  
Ci credo anche io, in voi. 
Ecco se dovessi puntare su qualcuno punterei su di voi.

Siete forti, voi.
C'è sempre qualcuno pronto a prendervi in giro. 
Perché tutta questa allegria alla fine dà fastidio e c'è chi sta lì, fermo, ad aspettare solo un vostro fallimento. Dicono di essere pessimisti. 

Io non sono una persona solare ma una cosa l’ho capita e ve la dico pure a voi, 

diffidate da chi dice di essere pessimista: quelli veri come me lo chiamano realismo.


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immagine stupenda secondo me presa da Tumblr 
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O anche se mi vuoi dire che questa immagine l'ho già usata commenta pure sotto, perché per me l'ho già usata ma non mi ricordo bene dove, aiutami tu.



martedì 15 luglio 2014

Eh?

È dalla metà di Giugno che non ci capisco più nulla.
Del mondo, intendo.
Le persone.
L’universo tutto.

Tutti mi parlano, comunicano con me e io niente, non capisco,

- Ah Roberta, hai visto che goahegstybji skoemdo0 tre a zero ma nel secondo tghneldo cgd.
- Eh?

Niente.

Mi è sembrato di tornare al liceo durante le ore di Latino,

- Roberta, leggi dalla perifrasticghenkldn pshayjmdntbko fino al punto.
- Eh?

O durante le ore di Matematica,

- Notiamo come questa funzione all’infinsyhtgjokbc vari nella xgeuj mdhetgfoj per poi tornare nell’asintoshndbftcvek, giusto Roberta?
- Eh?

O quelle di Fisica,

- Questa rana anche se morta riprendhfkcnvgtul mjdhe per il principio delkshndv gebtifmsosget.
- Eh?

O di Chimica,

- Ghskddjsmn etgdhncbt gejsp dndcj cnhdtgejokdbvhu mehao. 
- Eh?

O di Biologia,

- Le piante producndmlfo henidtre clsohdnite hdlfmcb treh sfre.
- Eh?

Ma anche di Religione eh,

- Dio è uno e trino perché le dghntsrfdgeic hfnlopr dehbvipemg faedsevcolj.
- Eh?

Ma dai che quella parte non l’avete capita nemmeno voi.

Diciamo che comunque gli anni del Liceo li ho passati tutti con una mano sulla tempia e un’aria pensosa.
L’avevo sfangata comprando un paio di occhiali che mi davano un’aria intelligente, avete presente no, quegli occhiali enormi che li metti e sembri subito Einstein? Ecco forse l’unica differenza tra me ed Einstein è che lui non avrebbe mai messo degli occhiali da vista senza averne bisogno, ma va be’.

Comunque vi dicevo da Giugno mi è ritornata quella sensazione di non capirci nulla del mondo,

- Ah li avete presi eh, sette pajhdehfgtudiplmnbhin!
Eh?
- Sì, dico, domenica ha oskndheilepdkjdbfdy,e ekemehddmn!
- Scusa, non ho capito.
- Eh sì sì fai finta di nokswjdnejdrbekhqmj sjdnfyytldms.
- Guarda perdonami ma proprio non ti seguo.
- Sì sì non mi verrai a dire che sandjfdfmfrirlmfi gklgol neòpdjr
- Eh?
- Ah già forse dovrei dire djdhderjof ldo0edkkenh gberooksmanh.
- …
- Jaksmdnfgrio cnvhekplloa gsebbrijkdjfgrn cidmdi fkfnvifjd. No?!
- Sì, forse. Non lo so.
- No perché alla fine akdhdyefggbcno mmoagdhjikl bcgertusooldg nnnjkdtfe. 
- Eh?
- Sagsjd cncudk,o,,eppodsjyagcee eppoi era che gdfkfmvif.
- Scusa io proprio non ti capisc...

Poi proprio Domenica mi si è fatto tutto chiaro,

- ahhhh già, stai parlando di Calcio, okkey.


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immagine Tumblr 
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martedì 8 luglio 2014

Non vedo l’ora

Tutto quello che mi ha lasciato è stato un post-it sulla porta, c’era scritto “vado in vacanza dal 23 Giugno all’8 Luglio”.
E basta.

Premetto che c’eravamo viste la settimana precedente e non mi aveva detto nulla: mi sembrava tutto come sempre. Sì, certo, un po’ di stanchezza nell’aria l’avevo percepita ma credevo fosse la mia. E invece no. Era la sua, questa volta.

Quindi capite bene che se all'inizio me la sono un po' presa non avevo di certo tutti i torti perché, sarò all'antica, ma secondo me non puoi andare in vacanza dall'oggi al domani senza avvisarmi, 

“ma certo vai pure. Divertiti. Poi quando ritorni non so se ci sarò più ad aspettarti. Anzi no, non tornare proprio, cara mia. Ma sai quante ne trovo io in giro come te?
Cioè non sei l’unica sulla faccia della terra! Scendi dal pero, bella”.

Poi però mi mancava. Sono stata in giro, come vi dicevo, ma nessuna era come lei. Simili, ma mai come lei. La vedevo dappertutto ma non era lei.

Cercavo di essere razionale, tanto non c'era niente che potessi fare se non aspettare che tornasse.

"Va bene, allora, vai pure in vacanza e vacci senza di me". 

E sì perché nel post-it non c’era nessun,
“vuoi venire con me? Sei sicura di voler rimanere da sola? Ce la fai?”.
Niente.

Dovevo accettare la realtà,

lei parte e mi lascia qui, da sola. 
Non so nemmeno dove va. Con chi. 

Non ho nemmeno un recapito. Niente.
Metti che una sera sono sola a casa e ho voglia di chiamarla, come faccio?

Di solito andavo io da le il mercoledì. Un appuntamento fisso.
Ma succedeva a volte che la chiamassi anche altri giorni e lei c’era sempre. A volte veniva lei da me. 
“Facciamo verso le 8, ti può andar bene?” mi diceva.
E io che rispondevo “facciamo 8 e mezza che ho un po’ da fare”.

Quanto ero fortunata.
Forse ho tirato troppo la corda.
Mi son comportata male.
Non le ho fatto capire quanto fosse importante per me.

Ma ho ancora tempo per rimediare: oggi è l’8 Luglio e lei torna.
Ritorna da me.

Quindi stasera verso ora di cena mi farò trovare lì, pronta, sarò vestita bene e avrò in mano un mazzo di fiori, perché stasera riapre la mia pizzeria preferita e le dirò che non sono andata in nessun’altra pizzeria mentre lei era via e che mi è mancata tanto. 


Non vedo l’ora.

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immagine Tumblr 
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