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martedì 2 settembre 2014

Eccomi

Eccomi.
Sì, lo so, sono stata via e a voi non è cambiato nulla. 
Lo so, lo so.
Non vi siete nemmeno accorti.
Lo so, lo so.

Ma tranquilli, questo non vuole essere un post su me che mi piango addosso e che penso a quanto la mia vita faccia schifo e tutta quella roba lì. 

No.
Easy.

Questo è un post sul mare.

Sì, perché in questi giorni sono andata al mare.
E poi a me piace un sacco il mare.
Io mi sento proprio bene al mare.

Tipo che ogni volta che vado e sono dentro l’acqua e mi rilasso e sto bene penso,
“ahhhh, certo che potrei anche morire adesso per quanto sto bene”,

che forse detta così non è proprio una cosa bella da pensare ma serve per farvi capire quanto mi piace il mare. 
Cioè tipo che ci morirei al mare. 

Che continua a non essere una cosa bella da pensare ma tant’è.

Va be’ comunque il mare mi piace. 
Mi piace tutto del mare,
la spiaggia, le onde, i gabbiani, l’acqua, i sassi, l’azzurro, le barche, il sole, gli scogli.

Non lo so, mi fanno sentire in pace col mondo.

Come quando mia madre mi aspettava sul bagnasciuga e mi urlava che dovevo uscire dall'acqua perché era freddo e mi diceva di controllare le mani perchè sicuramente le avevo tutte rugose, perché era troppo tempo che stavo in acqua. 

Lei mi aspettava con l’asciugamano pronta ad acchiapparmi e mi avvolgeva e mi stringeva forte, 
"vieni da mamma ché è freddo", 
mi diceva e poi, 

"dai dai dai, asciugati" 

e mi stringeva ancora più forte e io le dicevo, 

"hai visto che tuffi che ho fatto?",

 e lei, 

"sì sì li ho visti: sei proprio brava", 

e io, 

"poi hai visto che ho nuotato fino a lì?", 

"sì sì l’ho visto, l'ho visto. Dai asciugati adesso che prendi freddo e poi ti viene la tosse, anche i capelli, dai",

e mi stringeva ancora più forte ed era bellissimo.

È successo l’altro ieri.

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Immagine tratta dal film "La prima cosa bella" prima di tutto perché è un bel film che vi coniglio di vedere poi anche perché nella scena finale spiega quella cosa dell'asciugamano meglio di me.

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martedì 29 luglio 2014

Piove

Vado al mare.
Ho due minuti liberi tra una serie tv e l’altra e vado al mare.
Arrivo in spiaggia, stendo l’asciugamano e cosa fa? Inizia a piovere.

Ma non una pioggia normale, no. Un diluvio: il cielo s’era annuvolato così tanto che sembrava di stare in quel passo dell’apocalisse in cui poi dopo moriamo tutti. O a Londra.

Ma va be’, prendo tutte le mie cose e torna a casa.
Doveva andare così, mi dico. 

Cioè se deve piovere, piove.

Non come quando fate qualcosa voi, 

uscite, 
andate a giocare a pallone, 
andate a comprare un paio di scarpe, 
visitate il Louvre, 
andate a prendere un pollo allo spiedo in rosticceria, 
ordinate un Kebab, il falafel ce l’hai per l’Assunta che adesso è vegetariana?,
andate dal dentista,
a farvi un tatuaggio,
andate a vedere The Ring al cinema,
andate a vedere The Ring in videocassetta,
diventate a vostra volta i protagonisti di The Ring,
comprate un gelato,
visitate San Marino,
dite a qualcuno Ti Chiamo,
vi sentite rispondere Ti Amo anch’io,
vi sentite in imbarazzo,
fate finta di niente,
tornate a casa,
siete a disagio per quel Ti Amo,
cercate notizie su come arruolarvi nella legione straniera,
vi date fuoco,

e piove. Proprio perché voi state facendo quella cosa lì.

No, da me ha piovuto perché doveva piovere, non perché io avevo deciso di andare al mare, avrebbe piovuto anche se fossi stata a casa. 

Non come con voi: io non sono così importante.

Immagine Tumblr 
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martedì 3 giugno 2014

Marnedì

Allora, come state passando questo Marnedì?

Dai, che se oggi è Marnedì, e cioè un Martedì che sa molto di Lunedì, è perché abbiamo fatto il Week End lungo.
E dove siete stati di bello?
Al mare o in montagna?
All’Ikea intendo, a quella al mare o a quella in montagna?
No, scherzo. 

Anzi visto che vi trovate qui, su questo blog, siete decisamente da partenza intelligente.
Come me, del resto.

No, veramente, parliamo.
Non parliamo mai. 
Dove siete stati? 
Chissà.

Magari siete più tipi da campeggio.
Il campeggio è bello, si spende poco e poi si è sempre a contatto con la natura: basta una tenda e uno zaino che puoi girare tutto il mondo. 
Il campeggio è bello finché non ti ricordi che prima o poi avrai bisogno di un bagno.
Bello eh, però.

Magari siete da lago. 
Magari sì, vi piace al lago e siete andati al lago. 
Niente mare, niente montagna. Siete andati al lago. Vi piace il lago.
Bene, se preferite il lago prendete il mouse e andate in alto a destra. 
Ora, con la freccettina del mouse, appunto, andate su quel quadratino rosso con una x nel mezzo. Perfetto, ora cliccateci sopra.

Benissimo.
Ora siamo sicuri che siamo rimasti solo noi delle partenze intelligenti.

Ah non che io sia più sveglia di quelli a cui piace il lago, sia chiaro.
A me infatti non importa dove vado il Week End lungo, mare o montagna fa lo stesso, anzi spesso sto a casa mia, tanto ho in testa un solo ed unico pensiero il Week End lungo e lo passo tutto chiedendomi,

ma oggi che razza di giorno è?

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immagine tratta dal film Moonrise Kingdom
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martedì 16 luglio 2013

Tutti al mare (breve guida per la sopravvivenza in spiaggia)

Ho trovato un posticino al mare dove si sta da dio.
Non c'è nessuno, anche adesso che siamo praticamente ad Agosto è quasi deserto: nessun bambino che strilla, nessun adulto che lo rincorre. Relax più totale, insomma: si chiama montagna.

No, scherzo, d'estate si va al mare.
Insieme ad altri milioni di persone, ma si va al mare.
Ed è proprio per questo motivo che ho deciso di scrivere questa guida per la sopravvivenza in spiaggia e aiutarvi a riconoscere i vostri vicini di ombrellone e il loro grado di pericolosità all'insegna del “conosci il tuo nemico e impara a difenderti”.
Iniziamo.

Al primo posto della classifica ci sono di sicuro i blogger. Ci tengo a specificare che con blogger qui intendo l'animale 2.0, il selvaggio del social network, la belva che ha almeno una fotografia, in cui si fa una fotografia, tenendo in mano una reflex. Li chiamo blogger così, per comodità.

I blogger al mare sono pericolosissimi per la rapidità con la quale si muovono in spiaggia: giusto il tempo di stendere l'asciugamano, scattare qualche foto in giro e se ne vanno. Rapidissimi. In pochissimo tempo la tua "due giorni di completo relax lontano dagli impegni e dalla famiglia" sarà sulla bocca di tutti.
Tempo 2 ore e riceverete la telefonata di,
vostra nonna "avevi detto che non venivi a mangiare da me perché dovevi lavorare ed invece sei al mare, ho visto la foto dei tuoi piedi su Facebook".
Il vostro capo "avevi detto che non venivi a lavorare perché dovevi andare a mangiare dai tuoi nonni e invece sei in spiaggia, ho visto la foto dei tuoi piedi su Facebook".
Vostra madre: “ma sei in spiaggia? Ho visto la foto dei tuoi piedi su Facebook. Ma hai mangiato?”
Quindi attenzione ai blogger, ripeto, attenzione ai blogger.
Per fortuna riconoscerli è molto semplice: sono bianchicci, curvi nella classica posizione di chi ha sempre in mano un telefonino e guardano sempre il telefonino che hanno in mano.
L'unica cosa da fare per sconfiggerli è scrivere nel vostro stato quel messaggio che conoscete bene tutti, 
“qualsiasi persona o ente o agente o agenzia di qualsiasi governo, struttura governativa o privata, utilizzando o il monitoraggio di questo sito o qualsiasi dei suoi siti associati, non ha il mio permesso di utilizzare informazioni sul mio profilo” e così via.
No, fatelo. Davvero. Funziona.

Al secondo posto troviamo le famiglie numerose. Riconoscerle è facile perché, appunto, sono numerose. E in più hanno di tutto, creme, cremine, sdraio, spiaggine, ombrelloni, divani, poltrone, letti a castello.
In questo caso l'unica cosa da fare è portare sempre con voi uno spray al pepe e appena si avvicina un qualsiasi componente della famiglia tirarlo subito fuori che se vi gira bene vi invitano a pranzo e voi lo offrite per condire la pasta.

Al terzo posto entrano di diritto quelli che assomigliano al tuo primo grande amore. Quelli che "ma guarda quello se non sembra, aspetta com'è che si chiamava?! Guido, mi sembra. Guido, sì". 
Che fai pure finta di non ricordarti il nome di Guido, altrimenti detto "mia imperitura ossessione da quando ho dodici anni, certo che ti presto l'unico foglio protocollo che ho nel giorno dell'esame, macché scherzi?!”
Guido, no? E giù, depressione a non finire, che in questi casi ti chiedi se non sia un segno tutta quell'acqua che hai davanti a te. È il mare. Ah già.
Quindi tenetevi lontani da quelli che assomigliano al vostro primo grande amore, di solito riconoscerli è facile: sono quelli che proprio non vi calcolano.

Poi c'è il fisico che, ahimè, non è chiamato così per la prestanza, ma per la laurea in Fisica, appunto.
Attenzione ragazzi perché il fisico al mare vuole spiegare tutti i fenomeni presenti in questo suo nuovo habitat per cui è davvero pericolosissimo, da quando lancia le meduse per vedere se le loro proprietà urticanti si inibiscono in aria a quando attacca chiavi arrugginite agli aquiloni facendo la danza della pioggia. 
Va comunque detto che la dannosità del fisico decade all'ora del bagno quando vorrà dimostrare il principio di Archimede 
“un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l'alto pari al peso del volume del liquido spostato", insomma, in poche parole, galleggia. Ma non lui: il fisico, al mare, affonda.

Infine, all'ultimo posto delle nostra classifica de "le persone che non vorresti mai incontrare in spiaggia", entrano a pieno titolo le professoresse in pensione.
Dai, siamo seri, chi ha mai pronunciato la frase 
“oh, lo sai chi ho incontrato al mare? Quella di Latino, la Buzzanca. Eh, dopo tutto questo tempo, quanto son stata contenta”?! 
Nessuno. Perché nessuno è contento di rivedere la Buzzanca, sul bagnasciuga, a Luglio. Nessuno.
Ma anche in questo caso non potete sbagliare, le professoresse in pensione al mare le riconoscete subito: sono quelle che io, in macchina, cerco di investire.

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Immagine di Jonas Bendiksen 

martedì 4 settembre 2012

Ciao


Non è che per caso sapete quanto costa una bara? 
O magari conoscete qualcuno che è del settore e può dirmelo,  
così, anche a livello indicativo. 
Sì, 
perché se me la posso permettere, la compro e la finiamo qui.
No, 
perché ho fatto una di quelle figure che ciao.

La più grossa figura di merda nella storia delle figure di merda. 

Allora, ero al mare con tutti i miei amici
e ci siamo rimasti tutto il giorno. 
E fino a qui, bene:
abbiamo fatto le solite cose che si fanno al mare, 
abbiamo giocato, riso, scherzato.
E così via, tutto liscio come l'olio.

Poi, verso sera, arriva 'sto gabbiano. 
E un mio amico dice: "ah guarda, una gabbianella".
"Ma no", faccio io, "è un gabbiano maschio". 
E tutti gli altri: 
"macché è una femmina, 
non vedi che ha il colore delle piume come una femmina?!". 
"No, no e poi no", 
ribadisco io, "è un gabbiano maschio, guardate quanto è grosso". 
A 'sto punto voglio strafare: 
"anzi sarà un esemplare alfa pronto a procreare".
Bene.
E così siamo andati avanti un bel po' 
con questa storia del gabbiano maschio e femmina. 
Poi alla fine avevan ragione loro: era una femmina.
Capite che gran figura?! 
Cioè, 
tutti si erano accorti fosse un gabbiano femmina e solo io invece credevo, 
ero sicura, fosse un gabbiano maschio.
che. gran. figura. di. merda.
Ora sostituite la parola "gabbiano" con "la nuova fidanzata del mio migliore amico".
Ciao.

ciao, gabbiano, figura di merda, mare

martedì 14 agosto 2012

E rimarrò zitella con le scarpe nuove e tutte le collane*


L'ho conosciuto pochi giorni fa al mare
Un tipo carino davvero,

abbastanza bello, abbastanza educato, abbastanza alto, abbastanza tutto.

Poi dopo arriva lei.

Molto bella, molto intelligente, molto simpatica. 

Una di quelle che vivono normalmente questa loro condizione di essere superiori alla media: praticamente perfetta.
Ma soprattutto lei era, senza ombra di dubbio, molto interessata all'abbastanza bello, abbastanza educato, abbastanza alto, abbastanza tutto.

Se fossi stata in lui,
ci avrei provato anche io.

E invece lui no, 
lui,
ha continuato con me.

E quindi niente, l'ho dovuto lasciare io, 
mica posso stare con uno che c'ha sti gusti:
un minimo di senso estetico ci vuole.
Niente di fatto anche stavolta.

Comunque sono ormai più che certa che ci sia un girone all'inferno tutto dedicato a quelle come me dove l'uomo perfetto ti costringe ad infilare un piumone a due piazze dentro ad uno di quei lenzuoli IKEA tutto da sola: è il girone di chi se la tira troppo.

NB: Se pensi che infilare un piumone a due piazze dentro ad uno di quei lenzuoli col buco infondo, quelli fatti come un sacco a pelo per intenderci, non sia una pena abbastanza dura significa che non l'hai mai dovuto fare e in questo caso ti consiglio di non lasciarti, di restare insieme al tuo uomo o alla tua donna, il mondo là fuori sa essere cattivo.


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*Il titolo di questo post "e rimarrò zitella con le scarpe nuove e tutte le collane" è tratto da Illusione di Giuni Russo, una canzone davvero bella che vi consiglio di ascoltare. 


domenica 28 agosto 2011

NightMARE

Certo che se ti dimentichi l'Pod
il mondo ti appare proprio per quello che è:
rumoroso.
E io poi che credevo di vivere
in un Paese
a crescita zero:
ISTAT vieni al mare la domenica mattina.
nightmare, ipod, istat, mare, domenica mattina,


martedì 23 agosto 2011

Incontri troppo ravvicinati

Vuoi parlare?! Parliamo, cinque minuti, parliamo.
-Eh signorina anche lei qui tutta sola, facciam due parole almeno passiamo il tempo
Veramente io non sarei sola, sono da sola
è più una scelta, pensa che non porto nemmeno il cellulare al mare, ma tant'è.
Vuoi parlare?! Parliamo, cinque minuti, parliamo.
-Eh perché le banche ci rubano tutti i soldi, quando uno ha un pochino da parte ZAC
Ah ok, attualità, alle tre del pomeriggio, bene
-Poi questi extracomunitari che girano in Mercedes, io non ce l'ho il Mercedes signorina.
E gli regalano il pacco dono, con il formaggio, e poi buttano il formaggio perché era troppo.
Ma come hai fatto, dalle banche a questo? Mi son persa un passaggio...
-Si stava meglio prima, almeno con Mussolini...
Farò finta di non aver sentito! Vuoi parlare?! Parliamo, cinque minuti, parliamo.
-Quel che conta è la salute, bisogna star attenti che oggi ci siamo e domani non ci siamo più
Eh già.
-Perché le donne oggi vogliono comandare e chi li fa i figli?!
Eh Eh Eh
-E il lavoro poi, il lavoro non c'è proprio per voi giovani
Eh no. Adesso è troppo!
Passi che volevo star da sola, passi la banalità, passi il razzismo, passi la misoginia,
ma il lavoro no.
Ci son 40 gradi all'ombra pensi veramente che io voglia lavorare?!
Ma come ragioni?!
Ma per chi mi hai preso?!
Io sono in ferie bello mio.

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