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martedì 18 marzo 2014

Eppure a me non sembra difficile

Sono qui, in mezzo alla strada, con la macchina bloccata e allora mi stavo chiedendo,
secondo voi quanti punti esclamativi devo mettere all’ ”ho bucato” 
per far passare il messaggio 
“amore, alza il culo e vienimi a prendere”? 

No, perché adesso non capiscono.
Adesso gli devi spiegare tutto.

Con questa scusa della parità credono che quando dici, 
“tesoro, è finita l’acqua” 
poi dopo non siano loro a doverla andare a prendere in garage.

Eppure a me non sembra difficile.

Se dico “stasera carne alla griglia” tu, uomo, sai che dovrai passare la serata in giardino a preparar la griglia, appunto.

Se dico “scusa Giulio, ma noi non avevamo quell’ombrellone rosso?! Venerdì volevo andare al mare e non lo trovo più”, caro Giulio scordati il calcetto del giovedì perché mi sa che hai altro da fare.

Se dico “non si accende più la luce in bagno” tu devi salire sulla scala e cambiare la lampadina.

A me sembra semplice.

E invece così non è, adesso quando dici,

“tesoro, certo che qui ci vorrebbe una mensola” 

credono che tu poi prenda la macchina, guidi fino al Brico, compri chiodi, martello, una salopette in jeans, una camicia a quadri coordinata e te la monti da sola, la mensola.

Ma dico io, ma già è tanto che sappia cos’è il Brico, che solo per questo mi merito una birra ghiacciata con rutto libero il mercoledì di Champion mentre guardo a te che mi monti la mensola dove voglio io. O no?

A me sembra chiaro.
E se mi credete all'antica a me va bene, ma adesso a cambiare questa dannata gomma chiamatemi una suffragetta.

blog umoristico, umorismo, LOL, macchina, ruota, gomma, Brico, amore, Yea
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martedì 26 novembre 2013

In catene


Voi dovevate vedermi,
che sicurezza,
"sì, ma ho le catene",
che padronanza,
"sì, ma ho le catene",
Anche nella voce, nessuna esitazione,
"sì, ma ho le catene".

E il poliziotto che mi ha fermato,
"eh signorina, queste non sono gomme termiche e qui non potrebbe circolare",
non ha potuto dirmi niente,
"sì, ma ho le catene".

Dovete sapere che quando i poliziotti mi fermano vado subito in ansia e assumo quell'espressione tipica da,
"ho un cadavere nel bagagliaio". 
"Un cadavere di un ricercato". 
"Un ricercato che ha della droga nelle tasche". 
"Un nuovo tipo di droga potentissima". 
"Fatta con le lacrime di bambini".
"Bambini orfani". 

E insomma non vado avanti che tanto ci siamo capiti qual è quella tipica espressione, no? 
Perché fateci caso quando i poliziotti ti fermano sai sempre che hai qualcosa che non va nella macchina: un faro che non funziona bene, una gomma sgonfia, il tergicristallo bloccato, non hai rinnovato l'assicurazione da cinque anni. 
Piccole cose insomma ma per me, per come sono fatta io, è solo ansia.

Come quella volta che ero da sola in macchina: vi racconto la scena perché tra l'altro potrebbe essere anche divertente.
È notte, strada deserta ed ecco che vedo dietro me la volante della Polizia. Premetto che sapevo di avere una lucina rossa, quella dei freni, rotta. 
E già ansia. 
Adesso mi fermano, adesso mi fermano. 
Chiudo gli occhi, no, meglio di no, gli riapro e tutto si colora di blu: hanno acceso il lampeggiante. 
Stavo meglio con gli occhi chiusi. 
Panico, ci sono solo io: vogliono me. 
Vado avanti, non rallento. Accendono la sirena. Faccio finta di niente e continuo per la mia strada. Mi affiancano e mi fanno cenno di accostare.

Io mimo, "chi? Io?" 
Loro mimano, "sì, tu".
Io mimo, "perché?" con il classico gesto della mano che fanno gli americani per descrivere noi italiani e che noi italiani diciamo "ma quando mai: non è vero che facciamo così con la mano" facendo proprio quel gesto con la mano.
Loro con più decisione mimano, "accosta".

Va bene, accosto.
Scendono dall'auto, si avvicinano, mi dicono di abbassare il finestrino, io allora aziono una freccia, suono il clackson due volte e lampeggio, quando finalmente trovo il pulsante del finestrino,

- signorina.
- Sì?
- Ha un faretto dietro che non funziona.

Ora qui voi dovete immaginarvi il "no" più lungo e falso di tutta la vostra vita.
- Nooooooooooooooooooooooooooooooooo

Un urlo disperato, straziante. Poco credibile. E tutto perché ero in ansia. In ansia da poliziotto. 
Che poi questa cosa che ho appena raccontato è una di quelle che fa ridere solo se si è presenti. Capito quali? Che tu racconti e credi sia divertentissima e ti accorgi che nessuno ride. 

Bene, comunque ritornando alle catene ci dovevate essere: per la prima volta ero tranquilla.
Nessuna incertezza, nessuna inflessione, nessun indugio.
"Sì, ma ho le catene". 
Sembravo una che poi quando nevica le sa mettere.

polizia, neve, catene, macchina, automobile, blog umoristico, umorismo, nevica, lol
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mercoledì 19 ottobre 2011

Ti ho preso sotto il cane. Tre volte

E mi chiami alle sette del mattino, dopo anni che non ci sentiamo più
- Ciao- Ehi ciao- No, scusa se ti disturbo- Ma quale disturbo, figurati, dimmi- No niente, è che ho visto una macchina qui, contro ad un albero e speravo fossi tu
Che poi lui dice di aver detto "credevo"ma io quello "speravo" l'ho proprio sentito
Che poi lui dice che in realtàsì, sono io che volevo talmente essere dentro quella macchina
che sì, insommame lo sono immaginata che dicesse "speravo"
e che sìquesta è l'unica spiegazione possibile
Poi ha ceduto:probabile.
- è probabile che l'abbia detto,ma se l'ho detto non volevo dire quello che ho detto,sì, cioè hai capito, no?!
Chissà poi che vuole?!
A pensarci bene non è nemmeno quello a cui, inavvertitamente, ho preso sotto il cane. Tre volte.
Ho detto inavvertitamente.Lui sì che poteva sperare fossi io,
magari stavolta senza cane

N.B: nessun animale tanto meno nessun esemplare appartenente alla famiglia dei canidi ha perso la vita o subìto maltrattamenti da parte dell'autrice. Nemmeno durante la stesura di questo racconto.

cane, incidente, macchina