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martedì 9 settembre 2014

Speriamo

In questo periodo di incertezza generale, in cui le unioni sentimentali durano un battito di ciglia o poco più, dovremmo essere tutti d’accordo su alcuni punti secondo me imprescindibili per andare avanti che, sempre secondo me, si possono riassumere in,

se è senza uova non è una frittata. Non può esserlo. Smettetela di chiamarla “frittata senza uova”, non state dicendo nulla. 

- Ho cucinato una “frittata senza uova” e Gianni mi ha detto che era buonissima.

Gianni mente, cara mia e quando ti ritroverai a piangere in bagno pensando,

"Gianni diceva sempre che ero l’unica per lui", ricordati della “frittata senza uova” e che ha fatto bene a lasciarti.
La frittata senza uova non esiste. È l’antimateria. Basta. 

Poi, quando due si lasciano perde chi per primo si iscrive a yoga.
Non ci sono scuse che tengano: se ti lasci e poi ti iscrivi a yoga per primo, hai perso.

Non importa che tu dica 
“devo trovare il mio equilibrio”, oppure “mi fa sentire meglio” o peggio, “l’ho fatto per questa contrattura che ho qui alla scapola destra”, che anzi se inizi con la scusa del “mi fa male qui” ci passi pure per vecchio e hai perso due volte, o tutte le altre scuse che puoi trovare, no, hai perso tu”. 
Aspetta, quindi. 
Aspetta che lo faccia l’altro. Oppure iscriviti ma sappi che hai perso.

E tu dirai “ma non abbiamo più quindici anni: non possiamo fare questi giochetti”.

Certo, hai ragione, non possiamo: però hai perso tu. 
E aggiungerò anche un “gne gne gne”. Così, perché hai perso.

Infine quando forse anche grazie allo yoga ritroverete l’amore ricordatevi che è amore solo se gli piacciono le tue fototessere.

Perché l’amore è cieco. Speriamo.

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Immagine Lynn Terry Photography

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martedì 8 luglio 2014

Non vedo l’ora

Tutto quello che mi ha lasciato è stato un post-it sulla porta, c’era scritto “vado in vacanza dal 23 Giugno all’8 Luglio”.
E basta.

Premetto che c’eravamo viste la settimana precedente e non mi aveva detto nulla: mi sembrava tutto come sempre. Sì, certo, un po’ di stanchezza nell’aria l’avevo percepita ma credevo fosse la mia. E invece no. Era la sua, questa volta.

Quindi capite bene che se all'inizio me la sono un po' presa non avevo di certo tutti i torti perché, sarò all'antica, ma secondo me non puoi andare in vacanza dall'oggi al domani senza avvisarmi, 

“ma certo vai pure. Divertiti. Poi quando ritorni non so se ci sarò più ad aspettarti. Anzi no, non tornare proprio, cara mia. Ma sai quante ne trovo io in giro come te?
Cioè non sei l’unica sulla faccia della terra! Scendi dal pero, bella”.

Poi però mi mancava. Sono stata in giro, come vi dicevo, ma nessuna era come lei. Simili, ma mai come lei. La vedevo dappertutto ma non era lei.

Cercavo di essere razionale, tanto non c'era niente che potessi fare se non aspettare che tornasse.

"Va bene, allora, vai pure in vacanza e vacci senza di me". 

E sì perché nel post-it non c’era nessun,
“vuoi venire con me? Sei sicura di voler rimanere da sola? Ce la fai?”.
Niente.

Dovevo accettare la realtà,

lei parte e mi lascia qui, da sola. 
Non so nemmeno dove va. Con chi. 

Non ho nemmeno un recapito. Niente.
Metti che una sera sono sola a casa e ho voglia di chiamarla, come faccio?

Di solito andavo io da le il mercoledì. Un appuntamento fisso.
Ma succedeva a volte che la chiamassi anche altri giorni e lei c’era sempre. A volte veniva lei da me. 
“Facciamo verso le 8, ti può andar bene?” mi diceva.
E io che rispondevo “facciamo 8 e mezza che ho un po’ da fare”.

Quanto ero fortunata.
Forse ho tirato troppo la corda.
Mi son comportata male.
Non le ho fatto capire quanto fosse importante per me.

Ma ho ancora tempo per rimediare: oggi è l’8 Luglio e lei torna.
Ritorna da me.

Quindi stasera verso ora di cena mi farò trovare lì, pronta, sarò vestita bene e avrò in mano un mazzo di fiori, perché stasera riapre la mia pizzeria preferita e le dirò che non sono andata in nessun’altra pizzeria mentre lei era via e che mi è mancata tanto. 


Non vedo l’ora.

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martedì 18 marzo 2014

Eppure a me non sembra difficile

Sono qui, in mezzo alla strada, con la macchina bloccata e allora mi stavo chiedendo,
secondo voi quanti punti esclamativi devo mettere all’ ”ho bucato” 
per far passare il messaggio 
“amore, alza il culo e vienimi a prendere”? 

No, perché adesso non capiscono.
Adesso gli devi spiegare tutto.

Con questa scusa della parità credono che quando dici, 
“tesoro, è finita l’acqua” 
poi dopo non siano loro a doverla andare a prendere in garage.

Eppure a me non sembra difficile.

Se dico “stasera carne alla griglia” tu, uomo, sai che dovrai passare la serata in giardino a preparar la griglia, appunto.

Se dico “scusa Giulio, ma noi non avevamo quell’ombrellone rosso?! Venerdì volevo andare al mare e non lo trovo più”, caro Giulio scordati il calcetto del giovedì perché mi sa che hai altro da fare.

Se dico “non si accende più la luce in bagno” tu devi salire sulla scala e cambiare la lampadina.

A me sembra semplice.

E invece così non è, adesso quando dici,

“tesoro, certo che qui ci vorrebbe una mensola” 

credono che tu poi prenda la macchina, guidi fino al Brico, compri chiodi, martello, una salopette in jeans, una camicia a quadri coordinata e te la monti da sola, la mensola.

Ma dico io, ma già è tanto che sappia cos’è il Brico, che solo per questo mi merito una birra ghiacciata con rutto libero il mercoledì di Champion mentre guardo a te che mi monti la mensola dove voglio io. O no?

A me sembra chiaro.
E se mi credete all'antica a me va bene, ma adesso a cambiare questa dannata gomma chiamatemi una suffragetta.

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martedì 3 settembre 2013

Genitori


Se ci sono due persone al mondo davvero straordinarie quelle, scansatevi tutti, sono la Rita e Toti, che un giorno si son conosciuti e dopo un po' di tempo che non vi sto a raccontare perché tanto non ci interessa, hanno dato alla luce me. 
Esatto: se ci sono due persone straordinarie al mondo quelle, mi dispiace tanto per voi, sono i miei genitori.

Che bravi. Bravi e belli.
Due genitori fantastici. 
I genitori che tutti i figli del mondo vorrebbero.

Per prima cosa posso dire mi hanno sempre incoraggiata.
Fin da piccola, non avevo compiuto tre anni e già mi spingevano a seguire i miei sogni, anche quelli impossibili. 
E se non ne avevo, perché infondo son sempre stata una persona coi piedi per terra, mi portavano degli esempi per spronarmi.

+ Robi, amore grande nostro, ricordati sempre che puoi diventare ciò che vuoi. Guarda Claudio: vuol fare il portiere e si sta impegnando al massimo anche se tutti dicono che non ce la farà mai.
- Be' sì, bravo Claudio. Vuole fare il portiere mi sembra un'ottima cosa, un buon lavoro. Una posizione tranquilla, tempo indeterminato, sono cose importanti queste. Un lavoro stabile, bravo Claudio. 
+ Ma non il portiere di un palazzo, Robi. Il portiere di una squadra di calcio.
- Claudio? Portiere di una squadra di Calcio? Ma a Claudio manca un braccio.
+ Be' se si impegna vedrai che riuscirà lo stesso, Robi. Niente è impossibile, ricordatelo: puoi fare quello che vuoi.

Poi, col tempo, hanno sempre esaltato le mie capacità con tutti:

+ Ah, nostra figlia Roberta quanto è brava: ha imparato a dire tutti i giorni della settimana senza saltarne nessuno. 

Anche se ad alcuni potevano anche non sembrare così eccezionali.

- Bene, che brava. Va per i trenta vostra figlia,vero?!
+ Sì, sì, esatto, ha trent'anni. Poi adesso sa anche allacciarsi le scarpe da sola, quante soddisfazioni che ci dà.

Ma non è solo questo: più o meno ogni genitore pensa che suo figlio sia un genio.

Loro mi rispettano. Ecco cos'è. Loro rispettano le mie decisioni.
E sono sempre pronti a sorreggermi quando sbaglio.
Ci sono sempre quando ho bisogno di aiuto. 

E mi proteggono.
Mi ricordo che una volta mi hanno difeso a spada tratta, si sono praticamente immolati per me, ed io avevo talmente torto che anche la mia versione dei fatti mi era avversa.
Ma loro no.

Loro hanno sempre avuto fiducia in me, 

hanno iniziato con un
"che brava la nostra Roberta che studia e va bene a scuola"
passando per un,
"che brava la nostra Roberta che non si droga"
costretti ad un,
"che brava la  nostra Roberta che non ha mai ucciso nessuno"
per finire con un, 
"che brava la nostra Roberta che ancora non ci ha fatto fuori, sì, dai, infondo ci vuole bene".

Mi hanno insegnato che cos'è il sacrifico, la costanza, l'impegno, la dedizione.
Mi hanno educato al rispetto degli altri e all'importanza del lavoro e dell'onestà.
Mi hanno fatto ridere. Mi hanno consolato. Mi hanno amato.


Perché poi potrei continuare all'infinito ma l'unica cosa davvero importante che li rende i genitori che tutti i figli del mondo vorrebbero è proprio questa: i miei genitori mi amano. 
Mi hanno sempre amata. E sempre lo faranno. 
Qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa accada, loro mi ameranno.

E pensare che a me basterebbe quel tipo di genitore che ha la piscina in giardino.

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martedì 28 maggio 2013

La posta del cuore

Proprio oggi mi scrive Stellina92:

cara Roberta,
aiutami ti prego, sono disperata.
Mi sono innamorata di un ragazzo che vedo da un paio di settimane in mensa.
Ogni volta cerco il coraggio per parlargli ma niente, c'è sempre qualcosa che mi trattiene dal farlo.
Proprio adesso che mi sono decisa non lo vedo più,
non viene più in mensa.
E se ha iniziato mangiare a casa?
Non so proprio come fare.
Come posso rivederlo?
Ti prego Roberta, dammi qualche dritta,
sento che siamo fatti l'uno per l'altra.
A presto, Stellina92.

Cara Stellina92
non preoccuparti, ho proprio la soluzione che fa al caso tuo e che può essere d'aiuto ai tanti che ci seguono e hanno il tuo stesso problema.
Non per vantarmi, ma quello che ho sviluppato io è un metodo sicuro e collaudato che ti permetterà di incontrare la persona dei tuoi sogni in maniera del tutto casuale.
Per essere più chiari:
ti piace una persona e vorresti vederla sempre, in ogni momento?
Bene, io so come fare: un sistema efficace al 100%
Ora non perdiamo tempo e passiamo subito a descrivere tutti i passaggi che dovrai compiere per rivedere il tuo amato.
Su questo sono irremovibile, dovrai fare tutto alla lettera, senza saltare nemmeno un punto, ci siamo capite Stellina92?

Perfetto.

La prima cosa che devi fare è non lavarti i capelli per almeno tre giorni.
Sì lo so che può sembrare strano ma, come dicevo prima, non ammetto esitazioni: ti avevo avvisato che sarebbero stati almeno tre giorni e tre giorni devono essere. Come minimo.

Trascorsi questi, cara Stellina92, devi procurarti un paio di pantaloni sdruciti, una tuta per la precisione. Bene, indossala.

Ora è il momento di passare in cucina: prepara un piatto di lunguine o spaghettini al sugo di pomodoro. Infilati una canotta bianca ed inizia a mangiare la pasta che hai appena finito di preparare.
Mangia frettolosamente, mi raccomando.
Adesso vai in bagno, apri il mobiletto e prendi il mollettone fucsia che, sono sicura, tieni nascosto lì da qualche parte e puntati i capelli: questo non è il momento di essere troppo precisa, lasciali pure così come vengono.

Esci dal bagno e ripeti ad alta voce
"oh io esco un attimo, vado a buttare la spazzatura, vado così, non mi cambio, tanto faccio subito".

Prendi la spazzatura, esci di casa e cammina.
Cammina in qualsiasi direzione, tu cammina solamente, non è importante dove vai.
Ora fermati e guardati attorno, lui sarà lì e ti ha già visto.
Sì, lo so, sorprende ogni volta anche me: si chiama sfiga ed è una sicurezza.

Ecco, Stellina92, adesso puoi parlare con lui e in bocca al lupo.

posta del cuore, problemi d'amore, consigli, amore

martedì 12 febbraio 2013

Ah, l'amore


Ah, l'amore.

"Ah" è da leggere quanto un sospiro, come qualcosa che non capiremo mai fino infondo e lo sappiamo benissimo tutti eppure ci proviamo lo stesso, da sempre.

All'asilo Filippo mi tirava le trecce. E io piangevo. 
Ogni volta la stessa storia, poi un giorno mi hanno detto 
"guarda che Filippo ti tira le trecce perché gli piaci". 
Aspettate un attimo: 
volete dirmi che quello che io credo un comportamento fortemente inadatto alle regole della società civile voi lo chiamate "amore"? 
Esatto. 
A dir la verità questa cosa non mi ha mai convinto fino infondo, tanto più che oggi Filippo fa il parrucchiere quindi magari gli piacevano solo le trecce.

Alle elementari il mio compagno di banco Alberto non mi parlava mai, mi rideva sempre e mi portava ogni giorno una pizzetta bianca a ricreazione e io pensavo 
"oh finalmente un bambino come si deve, non come quel manesco di Filippo". 
E mentre stavo già decidendo il nome da dare ai nostri figli ho incominciato ad ingrassare e quindi ad odiare Alberto e quella sua dannata pizzetta tanto buona capendo che l'amore è pieno di ostacoli. 

Alle medie c'era Mario.
Mario sapeva sempre tutto e infatti proprio lui mi ha voluto spiegare cose fosse l'amore: 
"Robi,  sta' bene a sentire, è molto semplice, 
"l'amore è un apostrofo rosa tra le parole ti amo". 
Così, senza apostrofo. 
Cioè lui diceva, "tra le parole ti amo" non "t'amo"
confermandomi così che di quella frase non ci aveva capito proprio nulla. 
Che poi il non capire niente è un po' una costante di chi crede di sapere sempre tutto. 
Tra l'altro Mario ad apostrofi stava messo bene, li metteva dovunque: 
un'amore, il nostro
un'inferno, per me far finta di niente su 'sta storia degli apostrofi
un'abbandono, il mio nei suoi confronti perché "Mario mio, ti voglio bene, ma così proprio non può andare".

Al liceo c'era Daniele. 
Un vero genio Daniele uno di quelli che ride alle battute sui logaritmi e su quelle cose lì, uno che fa le olimpiadi della matematica per intenderci. 
Che poi non so se sapete che in quei posti lì, visto che ci sono tanti geni provenienti da tutte le parti del mondo, si parla latino. 
Ripeto, perché forse non mi sono spiegata, 
questi s'incontrano in una scuola per fare le olimpiadi della matematica e, per capirsi, parlano in latino. Non in inglese, in latino.
Ed è stata proprio questa la fine tra me e Daniele, già che non capisco l'amore in più se mi parla anche in latino, ciao proprio. 

All'università è stata la volta di Carlo. 
Carlo si svegliava sempre presto la mattina per portarmi il caffè, se non è amore questo. Anche io comunque a quei tempi non scherzavo mica: ogni volta mi alzavo tardi così lui mi poteva portare il caffè. Questa particolarità è importante per definire l'amore:
è amore se lui si alza presto e io tardi, mi raccomando che non succeda mai il contrario.

Ma questo era prima, ora che ho finito la scuola mi è tutto un po' più chiaro: l'amore sta nelle cose semplici.
Come quando andavo al ristorante con Michele e il cameriere diceva "ah e c'è anche la carbonara" e allora io guardavo Michele con un'aria strana e lui mi diceva "quella con l'uovo" senza che io gli chiedessi niente perché lo sapeva che mi confondo sempre fra carbonara e matriciana e allora senza tante storie me lo diceva "quella con l'uovo" e io non mi sforzavo nemmeno di ricordare quale fosse l'una e quale l'altra perché tanto ci pensava lui. 
Ecco per me è questo l'amore: io che non mi ricordo cos'è la carbonara e lui che risponde  "quella con l'uovo". E non si stanca mai di farlo. 
Certo o è l'amore o un grave ritardo mentale ma ehi, molto spesso le cose si confondono così tanto che non si riconoscono più.

Amore, San Valentino, Olimpiadi della Matematica


martedì 24 luglio 2012

In Estate scoppiano gli amori


In Estate lo puoi proprio sentire, 
è nel cibo che mangiamo
è nell'acqua che ci disseta.

L'amore, in Estate, è in tutto quello che ci circonda
ed allora è meglio non domandare.
In Estate è meglio ascoltare.

Mi saluta con un:

-Che poi a voi donne io mica vi capisco, 
prima vi lamentate che siete single
poi però se uno vi invita ad uscire niente, 
sembra che non vi fidate, siete sempre così sospettose. 
Allora ho conosciuto 'sta tipa,
carina, 
ho pensato: la chiamo
e lei non mi risponde
le mando un messaggio alla mattina e lei si fa sentire la sera
le dico: "incontriamoci, così ci conosciamo meglio"
e lei mi dice che ha da fare. Insisto allora.
Domenica ti va? Prendiamo qualcosa in centro.
E fa l'aperitivo con le amiche, solo donne.
Le dico Lunedì
e c'ha palestra,
propongo il Martedì
e c'ha pilates.
Mercoledì, va al cinema. 
Beh, posso venire anche io, le ho detto.
No, sai, va al cinema con la nonna, è vecchia, 
meglio passare un po' di tempo assieme finché c'è.
Allora dico Giovedì, di solito il giovedì uno non sa mai cosa fare.
Giovedì riposa.
Venerdì?
Venerdì esce con gli amici

Dimmi tu uno come deve fare allora, tutta la settimana occupata. 
Che poi secondo me è quasi impossibile, 
cioè, se vuoi uscire con uno un giorno lo trovi. 
Quindi non dovete lamentarvi se il maschio non corteggia più
e robe di questo tipo.
 
Lasciatevi andare, basta con 'sto clima del sospetto.


-Eh addirittura, e comunque il Sabato l'hai saltato.
Magari Sabato sarebbe uscita. 
Faccio io.

-No, beh, Sabato non ho chiesto.
Il Sabato non posso, esco con la mia morosa, 
è così sospettosa ultimamente, dice che sembro distratto da qualcosa. Bah.

Ecco perché, dicevo, meglio non domandare.
In Estate è meglio ascoltare.

estate, fidanzata, amore