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martedì 3 settembre 2013

Genitori


Se ci sono due persone al mondo davvero straordinarie quelle, scansatevi tutti, sono la Rita e Toti, che un giorno si son conosciuti e dopo un po' di tempo che non vi sto a raccontare perché tanto non ci interessa, hanno dato alla luce me. 
Esatto: se ci sono due persone straordinarie al mondo quelle, mi dispiace tanto per voi, sono i miei genitori.

Che bravi. Bravi e belli.
Due genitori fantastici. 
I genitori che tutti i figli del mondo vorrebbero.

Per prima cosa posso dire mi hanno sempre incoraggiata.
Fin da piccola, non avevo compiuto tre anni e già mi spingevano a seguire i miei sogni, anche quelli impossibili. 
E se non ne avevo, perché infondo son sempre stata una persona coi piedi per terra, mi portavano degli esempi per spronarmi.

+ Robi, amore grande nostro, ricordati sempre che puoi diventare ciò che vuoi. Guarda Claudio: vuol fare il portiere e si sta impegnando al massimo anche se tutti dicono che non ce la farà mai.
- Be' sì, bravo Claudio. Vuole fare il portiere mi sembra un'ottima cosa, un buon lavoro. Una posizione tranquilla, tempo indeterminato, sono cose importanti queste. Un lavoro stabile, bravo Claudio. 
+ Ma non il portiere di un palazzo, Robi. Il portiere di una squadra di calcio.
- Claudio? Portiere di una squadra di Calcio? Ma a Claudio manca un braccio.
+ Be' se si impegna vedrai che riuscirà lo stesso, Robi. Niente è impossibile, ricordatelo: puoi fare quello che vuoi.

Poi, col tempo, hanno sempre esaltato le mie capacità con tutti:

+ Ah, nostra figlia Roberta quanto è brava: ha imparato a dire tutti i giorni della settimana senza saltarne nessuno. 

Anche se ad alcuni potevano anche non sembrare così eccezionali.

- Bene, che brava. Va per i trenta vostra figlia,vero?!
+ Sì, sì, esatto, ha trent'anni. Poi adesso sa anche allacciarsi le scarpe da sola, quante soddisfazioni che ci dà.

Ma non è solo questo: più o meno ogni genitore pensa che suo figlio sia un genio.

Loro mi rispettano. Ecco cos'è. Loro rispettano le mie decisioni.
E sono sempre pronti a sorreggermi quando sbaglio.
Ci sono sempre quando ho bisogno di aiuto. 

E mi proteggono.
Mi ricordo che una volta mi hanno difeso a spada tratta, si sono praticamente immolati per me, ed io avevo talmente torto che anche la mia versione dei fatti mi era avversa.
Ma loro no.

Loro hanno sempre avuto fiducia in me, 

hanno iniziato con un
"che brava la nostra Roberta che studia e va bene a scuola"
passando per un,
"che brava la nostra Roberta che non si droga"
costretti ad un,
"che brava la  nostra Roberta che non ha mai ucciso nessuno"
per finire con un, 
"che brava la nostra Roberta che ancora non ci ha fatto fuori, sì, dai, infondo ci vuole bene".

Mi hanno insegnato che cos'è il sacrifico, la costanza, l'impegno, la dedizione.
Mi hanno educato al rispetto degli altri e all'importanza del lavoro e dell'onestà.
Mi hanno fatto ridere. Mi hanno consolato. Mi hanno amato.


Perché poi potrei continuare all'infinito ma l'unica cosa davvero importante che li rende i genitori che tutti i figli del mondo vorrebbero è proprio questa: i miei genitori mi amano. 
Mi hanno sempre amata. E sempre lo faranno. 
Qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa accada, loro mi ameranno.

E pensare che a me basterebbe quel tipo di genitore che ha la piscina in giardino.

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martedì 6 agosto 2013

Come nascono i bambini


Sì perché è estate ed in estate ci vogliono argomenti leggeri e divertenti.
E cosa c'è di più leggero e divertente del sesso, direte voi. 
E no, dico io.

Il sesso è una tragedia.
Soprattutto quando ti trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato. E il mio posto sbagliato e il mio momento sbagliato è qui, a casa di Jacopo, sette anni, che in questo momento mi sta chiedendo come nascono i bambini. 
A me. 
Io, la persona che sarà ricordata nei secoli dei secoli come la stronza che ha rovinato per sempre l'ingenuità di questo povero bambino che ha solo sette anni.

Oh, aspetta un momento: hai sette anni Jacopo e com'è che ancora non sai nulla?!
Ma che vi insegnano a scuola?! 
Ah, dannato sistema scolastico. Ah, dannata Montessori.

È che i bambini son curiosi. Poi la madre di Jacopo è incinta e lui la vede la sua pancia che diventa sempre più grande, sempre più grande e non sa come è successo, come è potuto capitare. 

"Eh Jacopo, vedi, quando due persone si piacc/"
No, no, ma stiamo scherzando?! Non sarò di certo io a rovinargli la vita. Che poi è un attimo che questi bambini capiscono che l'han fatto anche i loro genitori e niente sarà più come prima.

No.

Da me non saprai niente mio caro Jacopo. 
Le tue domande confuse potrai rivolgerle a "cioè" e a tutti quei giornalini lì. È giusto così.


Così, in barba a tutti quegli educatori che sostengono che è sempre meglio dire la verità, descriverò a questo bambino come nascono i bambini con l'unico metodo che uilizziamo tutti quanti quando non vogliamo, o non sappiamo, spiegare qualcosa.

- Perché così vuole dio, Jachi.
+ Robi, io sono agnostico.
- Andiamo Jacopo, hai sette anni, non sai nemmeno che vuol dire agnostico.
+ Certo che lo so, l'agnosticismo è un atteggiamento concettuale con cui si sospende il giudizio rispetto a un problema, poiché non se ne ha, o non se ne può avere, sufficiente conoscenza. Per un primo periodo sono stato ateo ma poi ho pensato che fosse lo stesso atteggiamento dei credenti e non mi è piaciuto.

Ah, dannato sistema scolastico. Ah, dannata Montessori. Ma che vi insegnano a scuola?!

Va benissimo, niente dio, non sarà la prima volta. E poi io sono una tipa che ha fantasia. E immaginazione. E sensibilità.
Ecco, sensibilità.
Devo trovare una versione al "come nascono i bambini?" che non lo sconvolga per sempe.

Così ho inventato questa storiella davvero carina che potete utilizzare anche voi se magari vi capita,

"ti ricordi quando tua madre aveva sempre fame, sempre fame e più mangiava e più aveva fame e non sapevamo cosa avesse e come facesse ad avere sempre fame?
Ecco, un giorno ha trovato un bambino tutto solo che si era allontanato dai genitori, così, senza essere vista da nessuno, l'ha mangiato in un sol boccone e ora non ha più fame. 
Però siccome l'ha mangiato che ancora era vivo, adesso è vivo anche dentro la pancia di tua madre e tra un po' sarà così grande che non ci starà più lì dentro e lo dovrà far venire fuori: ed è così che nascono i bambini, da sempre e per sempre, Jacopo".

E mi sembra davvero un racconto che può funzionare senza quella cosa traumatizzante del sesso, no?

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