martedì 28 ottobre 2014

Se ne tornino a casa loro

L’ho vista da lontano quella macchinina strana proprio in mezzo alla mia via.
Andava piano tanto che ho cominciato a rallentare.

“Guarda tu adesso questa quanto tempo mi fa perdere eh”.

Rallento. Rallento. Rallento ancora un po’ ed ecco, sono proprio dietro di lei.
Macchina strana, targa gialla, lo sapevo.

Niente, va piano. Pianissimo. Cinquanta chilometri orari. 
Imbocchiamo una strada con l’obbligo dei trenta e lei che fa? 
Va ai trenta.
Da non credere.

Io sempre dietro.

Prima rotatoria e lei mette la freccia. Sia per entrare che per uscire.
Che io dico “è una rotatoria: chissà che devi fare? Entri ed esci. Semplice. Non servono le frecce".

Poi, vicino ad una scuola rallenta ancora un po’.
Ma Darwin l’ha mai studiato questa qui? Se rallenti la selezione naturale se ne va a quel paese. Ma io non so eh.

Davanti a noi adesso c’è pure una bicicletta.

“Eh supera, no!? Chissà che aspetti?! Anche se siamo in curva, tanto si vede che non arriva nessuno, supera, dai”.

Niente. Stiamo dietro.

Poi arriviamo alle strisce pedonali. 

La macchinina strana con la targa gialla rallenta e si ferma per far passare i pedoni.
Loro si guardano un po’ spaesati: non sapevano davvero che fare. 
E si indicano come a dire “io? Posso passare io? Sei sicura?”. 
Alcuni hanno l’aria un po’ torva come a pensare, 
“guarda te che questa che si è fermata adesso fa succedere un incidente, guarda tu eh”, però poi alla fine attraversano lo stesso.

Io ancora dietro la macchinina strana con la targa gialla sono davvero senza parole: 

questi stranieri vengono a casa nostra e vogliono fare come dicono loro.

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martedì 21 ottobre 2014

La testa

Stasera mi devo preparare la cena.
Ci credereste mai? 
Io, Roberta Frulla, alle prese con cucina e fornelli.
Proprio così.

È perché ho mal di testa.
Un mal di testa atroce.
Una cosa mai sentita.
Un dolore così forte che mi passa da parte a parte e che mi ricorda che ce l'ho, una testa.

Io quando ho il mal di testa mi devo preparare la cena.
C'è chi dorme. Chi si rilassa. Chi esce a farsi due passi.
Io mi devo preparare la cena.

È successo così,
vado da mia madre e le dico che mi fa male la testa, come vi dicevo, un dolore che mi passa da parte a parte e via così, le dico anche quella cosa che mi ricorda di averla, la testa, e lei non ride. Visto che ha pagato per la mia istruzione, non ride.

Bene, le chiedo qualcosa per il mal di testa.

Mi dice dei fiori, mi parla di omeopatia, yoga. 
Non capisco nemmeno bene.
Non capisco perché le va di scherzare con la figlia che sta per morire.
Ma soprattutto mi chiedo quando ha mai pensato di avere una figlia frikkettona, che sarebbe ben più grave di ogni mal di testa umanamente conosciuto, ma va be', vado avanti.

Sono stata più chiara, 
"mamma, ho mal di testa: dammi la morfina che mi spetta".
Lei ride e dice che non può prescrivermela.

Io allora le dico che quella laurea in Farmacia che c'ha se la può anche appendere al cesso se non può prescrivermi la mia morfina.

Capite adesso perché quando ho mal di testa mi devo preparare la cena?!

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martedì 14 ottobre 2014

Sabato sera alla discoteca

Sabato sera sono andata in discoteca.

E devo dire non è una cosa che mi capita molto spesso. 
Sì, non mi capita molto spesso di andare in discoteca. 

Le mie uscite sono più,
“ci incontriamo al parcheggio del cimitero poi decidiamo dove andare al limite restiamo lì”, che magari a voi non sembra nemmeno un’uscita ma tant’è.

L’ho fatto per voi.
Devo movimentare il blog. Devo avere qualcosa da scrivere. 
Qualcosa di nuovo. 
Qualcosa di figo. 
Qualcosa di “yeaaaaaaa, raga, è qui la festa?!” che penso che non si utilizzi più dal ’96 ed è un motivo in più per uscire e fare qualcosa di cool, no?. 

Soprattutto qualcosa che sembra cool a voi perché a me la storia del cimitero già mi appassionava ma va be’, non importa.

Stasera vado alla discoteca. (cit) 

Gente che urla, gente che si muove, gente che suda, gente che gente.
Il tutto poi vicino a me.
A me non sembrava molto divertente però per voi questo e altro.

In più tutti sembravano divertiti parecchio.
Suuuu le maniiiiiii.
E le alzavano le mani.
Io no perché erano impegnate a tenere i due cocktail che avevo preso per scordarmi di essere in una discoteca e mi ripetevo “devo capire cosa fate il sabato sera. Se non siete in un parcheggio del cimitero, che fate?”.

Poi ho visto uno che è andato dal barista, han parlato un po’ e poi ha leccato tutto il bancone del bar.
Per cui mi sono detta “ecco cosa fate quando uscite il sabato sera: prendete l’epatite”. 

E allora mi sa che al parcheggio ci rivediamo presto.

Video da Youtube Exchpoptrue - Discoteca

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martedì 7 ottobre 2014

Perché dovete vedere Harry Potter


Certo che non ho mai letto Harry Potter, non ho mica dieci anni.
Ho visto tutti i film, però. Tutti e otto.  
Ed è proprio per questo motivo che devo convincervi a vederli anche a voi. 
Anche perché se volete rimanere su questo blog e capire qualcosa di quello che dico li dovete vedere per forza.
Tipo che se non li avete visti almeno una volta non potete capire certe cose. 
Tipo quando dico "dieci punti a Grifondoro". Non capireste.
Se non avete visto Harry Potter vi mancano proprio le basi per capire. Che poi dopo io, in tre anni che son qui, non l'abbia mai detto è un altro discorso. Ma anche nella vita vera l'ho detto solo una volta al convegno mondiale di Medicina d'Urgenza in cui, caso ha voluto, che Grifondoro fosse anche il nome di un vescovo o di un cardinale, non ricordo più, hanno pensato ai punti di sutura e niente, carriera finita: ho dovuto iniziare a fare la Social Media Manager. 

Poi Harry Potter ti spiega proprio come va la vita.
Tipo che tu ti sbatti in tutti i modi, diventi il mago più bravo e in gamba di tutti con sacrifici e notti a studiare e alla fine arriva Harry Potter e vince lui. Sempre. Anche quando pensi che potresti farcela contro di lui e sei un rossiccio senza una lira, fai di tutto per stare con Emma Watson e pensi "ah Harry Potter, questa volta ti ho fregato" e invece no, perché lui ti si mette con tua sorella. Quindi primo insegnamento di Harry Potter: non sbatterti mai per niente perché tanto non sei Harry Potter. Se sei Harry Potter puoi non sbatterti perché tanto sei Harry Potter.

Secondo punto, dopo aver visto Harry Potter non farai più nessuno sport perché tutti ti sembreranno niente a confronto del Quidditch. Cioè, dai, si gioca con una scopa volante. Una scopa volante. Che infatti ogni volta che lo vedo mi chiedo "ma perché si faranno la guerra che hanno UNA SCOPA VOLANTE?!". Io starei tutto il giorno su quell'aggeggio. Sarei la gioia di mia madre
- Robi vammi a comprare il latte.
- Okkey mamma con la mia Nimbus 2000, volo.

Certo, ho paura di volare però credo che la userei comunque.

Poi se ci fate caso in Harry Potter va sempre tutto bene e in questo periodo ho bisogno di sapere che andrà tutto bene. Inizia male, malissimo, anche per Harry Potter che già dal primo minuto del primo film rischia la vita e io sono lì sulla poltrona che dico, "rilassati Harry Potter: otto film si chiamano come te, non puoi morire adesso, non al primo minuto del primo film". 
E poi credo che anche per me sarà così: sono solo nel momento che "è iniziata malissimo", ecco tutto.

Anche il cattivo mi piace di Harry Potter. Voldemort. Cioè, non ha il naso. Io per il mio ho dovuto appiccicraci sopra un codice QR: gli sono vicina.

E non dimenticatevi la fantasia. Lo dovete vedere anche solo per quello.
Quanto è bello Harry Potter, fantastico. Proprio che non ci si crede: incantesimi, sortilegi, draghi creature mitologiche e un'orda di adolescenti tutti insieme che per tutte le tre ore del film non tira mai fuori dalla tasca dei jeans un iPhone è controlla il profilo Facebook: davvero incredibile!

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martedì 30 settembre 2014

Sono in ritardo


Sono in ritardo per il post di oggi, lo so.

Di solito lo metto la notte, dopo mezzanotte che sembra lunedì ma invece è martedì.
Mi piace questa cosa. La sorpresa.
Comunque è andata così.

Sono in ritardo. Lo so.
Che alla fine è molto meglio di avere un ritardo. 
Almeno per me. 
E anche per un mio possibile figlio che sarebbe costretto a stare con me che sono sempre in ritardo.

A volte, la mattina, non sono in ritardo ma già so che sono in ritardo.
Tipo che devo essere in ufficio alle nove e sono le otto e cinquantanove e non sono in ritardo per un minuto ma sono ancora in pigiama. Quindi non sono in ritardo ma sono già in ritardo, insomma.

In gioventù era proprio una prassi,
"allora contando che sono le cinque 
e alle cinque e venticinque devo incontrare la Marta e Giovanni al parcheggio, 
parto da casa alle cinque e tre quarti".

Un classico.

Poi mi son trovata senza amici. Che non so se la Marta e Giovanni si erano stancati dei miei continui ritardi o se erano davvero partiti alle cinque e venticinque.
Chissà.

Ma anche adesso del resto questa cosa del ritardo mi sta dando problemi: oggi ho letto il mio oroscopo, 
"questa sarà la migliore settimana di tutta la tua vita". Era della settimana scorsa.


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martedì 23 settembre 2014

Tutto quello che dovete sapere sulla Scuola

Allora,
è ricominciata la scuola.
E da un po’ direte voi.
E quando mai sono sul pezzo, vi rispondo io.

Per quello poi che c’è da dire sulla scuola.
Niente.
Anzi no, l’unica cosa che c’è da dire sulla scuola è no.
No.

L’unica. 

No.

A domanda quindi rispondete no.

- Cosa c’è da dire sulla scuola?
- No.

- Scuola?
- No.

Che anche a comprensione del testo non ci siamo proprio e così sottolineiamo che la scuola proprio no.
Signore, signori, la scuola no.

Poi altra cosa che potete dire è che chi ha fatto il Classico dice che ha fatto il Classico. 
O anche il Ginnasio. Chi ha fatto il Classico non vede l’ora di dire Ginnasio. Che a volte lo forzano pure come tempistica,

- Eh era l’anno della patente: avrò fatto la quarta ginnasio.
- Ma come? A diciotto anni?
- Eh sì, ero al ginnasio.

Oppure, 

- eh mi sono sposato a trent’anni, in terza ginnasio.
- Ma come?
- Eh sì perché se tu conti che…

Comunque se vi posso dare un consiglio non contradditeli sugli anni e sul contare gli anni e sul contare qualcosa in generale quelli del Classico che, si sa, tanto bravi su tutto ma dategli da contare qualcosa e vi sembreranno me, che non ho nemmeno fatto il Classico.

Infatti, dicevo, chi come me ha fatto lo Scientifico dice che ha fatto il Liceo e spera che gli altri pensino al Classico.
Nessuno dice, 
“quando ero allo Scientifico”.
Nessuno.

Tutti gli altri invece dicono superiori.
"Ho fatto le superiori".

E gli riconosci da chi ha fatto il Liceo o il Classico perché quando scrivono al computer non guardano la tastiera.

Stop.
Ecco cosa si può dire sulla scuola che è appena iniziata.
Basta.

Che tanto non è basata sul merito lo sappiamo.


E per fortuna, dico io, ché se non fosse così sarei ancora in prima Liceo con la mia tuta dell’Adidas in acetato a correre per quel dannato test di Cooper.

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Immagine di Sheldon Cooper biecamente utilizzata nella speranza di attirare più visitatori al Blog 

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martedì 16 settembre 2014

Say HEY

Incontro mio nipote per strada e lui nemmeno mi saluta.

Fa proprio finta di non vedermi.
Io “ciao Marco” e lui niente, tira dritto.

Questa volta non ha nemmeno una scusa: pieno giorno, strada stretta in cui c’eravamo solo io, lui e una tipa insieme a lui che tra l’altro mi ha pure salutata quindi è impossibile che lui non mi abbia visto.

Io non dico che si dovesse fermare a parlare con me, ci mancherebbe altro.
Non pretendevo nemmeno un "come stai? Oh Robi, come stai, tutto bene? I tuoi? Il Lavoro? Tutto ok?"
No, no. Per carità, non voglio rubargli del tempo.
Ma dai, un "ciao".

- Ciao Marco.
- Ciao Robi.
Punto.

Roberta toh, se Robi può sembrare troppo confidenziale. 
Anche se solo due giorni fa siamo andati al ristorante insieme e oggi pensi che Robi sia troppo confidenziale. Ma va be', ci può stare.

Non lo so, forse si vergogna di me.
Non lo so davvero.
Comunque ora basta. 
Quella di oggi è stata l’ultima volta, non lo saluterò più nemmeno io: così vediamo chi di noi ha davvero due anni. 

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