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martedì 23 settembre 2014

Tutto quello che dovete sapere sulla Scuola

Allora,
è ricominciata la scuola.
E da un po’ direte voi.
E quando mai sono sul pezzo, vi rispondo io.

Per quello poi che c’è da dire sulla scuola.
Niente.
Anzi no, l’unica cosa che c’è da dire sulla scuola è no.
No.

L’unica. 

No.

A domanda quindi rispondete no.

- Cosa c’è da dire sulla scuola?
- No.

- Scuola?
- No.

Che anche a comprensione del testo non ci siamo proprio e così sottolineiamo che la scuola proprio no.
Signore, signori, la scuola no.

Poi altra cosa che potete dire è che chi ha fatto il Classico dice che ha fatto il Classico. 
O anche il Ginnasio. Chi ha fatto il Classico non vede l’ora di dire Ginnasio. Che a volte lo forzano pure come tempistica,

- Eh era l’anno della patente: avrò fatto la quarta ginnasio.
- Ma come? A diciotto anni?
- Eh sì, ero al ginnasio.

Oppure, 

- eh mi sono sposato a trent’anni, in terza ginnasio.
- Ma come?
- Eh sì perché se tu conti che…

Comunque se vi posso dare un consiglio non contradditeli sugli anni e sul contare gli anni e sul contare qualcosa in generale quelli del Classico che, si sa, tanto bravi su tutto ma dategli da contare qualcosa e vi sembreranno me, che non ho nemmeno fatto il Classico.

Infatti, dicevo, chi come me ha fatto lo Scientifico dice che ha fatto il Liceo e spera che gli altri pensino al Classico.
Nessuno dice, 
“quando ero allo Scientifico”.
Nessuno.

Tutti gli altri invece dicono superiori.
"Ho fatto le superiori".

E gli riconosci da chi ha fatto il Liceo o il Classico perché quando scrivono al computer non guardano la tastiera.

Stop.
Ecco cosa si può dire sulla scuola che è appena iniziata.
Basta.

Che tanto non è basata sul merito lo sappiamo.


E per fortuna, dico io, ché se non fosse così sarei ancora in prima Liceo con la mia tuta dell’Adidas in acetato a correre per quel dannato test di Cooper.

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Immagine di Sheldon Cooper biecamente utilizzata nella speranza di attirare più visitatori al Blog 

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martedì 15 luglio 2014

Eh?

È dalla metà di Giugno che non ci capisco più nulla.
Del mondo, intendo.
Le persone.
L’universo tutto.

Tutti mi parlano, comunicano con me e io niente, non capisco,

- Ah Roberta, hai visto che goahegstybji skoemdo0 tre a zero ma nel secondo tghneldo cgd.
- Eh?

Niente.

Mi è sembrato di tornare al liceo durante le ore di Latino,

- Roberta, leggi dalla perifrasticghenkldn pshayjmdntbko fino al punto.
- Eh?

O durante le ore di Matematica,

- Notiamo come questa funzione all’infinsyhtgjokbc vari nella xgeuj mdhetgfoj per poi tornare nell’asintoshndbftcvek, giusto Roberta?
- Eh?

O quelle di Fisica,

- Questa rana anche se morta riprendhfkcnvgtul mjdhe per il principio delkshndv gebtifmsosget.
- Eh?

O di Chimica,

- Ghskddjsmn etgdhncbt gejsp dndcj cnhdtgejokdbvhu mehao. 
- Eh?

O di Biologia,

- Le piante producndmlfo henidtre clsohdnite hdlfmcb treh sfre.
- Eh?

Ma anche di Religione eh,

- Dio è uno e trino perché le dghntsrfdgeic hfnlopr dehbvipemg faedsevcolj.
- Eh?

Ma dai che quella parte non l’avete capita nemmeno voi.

Diciamo che comunque gli anni del Liceo li ho passati tutti con una mano sulla tempia e un’aria pensosa.
L’avevo sfangata comprando un paio di occhiali che mi davano un’aria intelligente, avete presente no, quegli occhiali enormi che li metti e sembri subito Einstein? Ecco forse l’unica differenza tra me ed Einstein è che lui non avrebbe mai messo degli occhiali da vista senza averne bisogno, ma va be’.

Comunque vi dicevo da Giugno mi è ritornata quella sensazione di non capirci nulla del mondo,

- Ah li avete presi eh, sette pajhdehfgtudiplmnbhin!
Eh?
- Sì, dico, domenica ha oskndheilepdkjdbfdy,e ekemehddmn!
- Scusa, non ho capito.
- Eh sì sì fai finta di nokswjdnejdrbekhqmj sjdnfyytldms.
- Guarda perdonami ma proprio non ti seguo.
- Sì sì non mi verrai a dire che sandjfdfmfrirlmfi gklgol neòpdjr
- Eh?
- Ah già forse dovrei dire djdhderjof ldo0edkkenh gberooksmanh.
- …
- Jaksmdnfgrio cnvhekplloa gsebbrijkdjfgrn cidmdi fkfnvifjd. No?!
- Sì, forse. Non lo so.
- No perché alla fine akdhdyefggbcno mmoagdhjikl bcgertusooldg nnnjkdtfe. 
- Eh?
- Sagsjd cncudk,o,,eppodsjyagcee eppoi era che gdfkfmvif.
- Scusa io proprio non ti capisc...

Poi proprio Domenica mi si è fatto tutto chiaro,

- ahhhh già, stai parlando di Calcio, okkey.


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martedì 13 agosto 2013

La cena di classe

È Agosto.
E cosa succede in Agosto a parte il caldo, le zanzare, l'eritema, l'afa, la sabbia negli occhi e la fine delle ferie? 
La rimpatriata con i tuoi amici del liceo. Esatto.

Che poi a me va pure bene perché mi piacciono i miei amici del liceo.
Questo lo dico nel caso in cui dovessero leggere questo post anche se non vengono mai sul blog. Stronzi. Come al liceo proprio.

Che poi quando ci sono queste riunioni sento una vocina dentro la mia testa che casualmente ha lo stesso timbro di mia madre che mi dice,
"Vedi, la Lorenzetti ha avuto un bambino".
"Ah la Scrofani si è sposata".
"Rosso è abbronzato, sarà stato anche quest'anno alle Mauritius".
"Certo che la Marani è proprio dimagrita".

E cose così. 

Mi rassegno alla vocina e vado con Torti che incomincia a parlarmi del suo lavoro.

- Oh è andata bene poi quella cosa che ti dicevo l'altra volta, Robi: abbiamo venduto ai giapponesi. 
- Ah bene, son davvero contenta.
- Eh sì. Meglio di come ci aspettavamo. Tieni, fumiamoci 'sta sigaretta che ti racconto.
- No, grazie. Ho smesso.

HAI SMESSO??? 
Si è alzato un coro.
HAI SMESSO?

Fermi tutti. Alla rimpatriata del liceo io ero l'unica ad aver smesso di fumare.
L'unica.
L'unica di quelli che avevano iniziato, si intende.

Perché è strana questa cosa dello smettere di fumare, per esempio io ero diventata di colpo "però Robi, quanto sei stata brava a smettere di fumare, che forza di volontà. Che tenacia. Che tempra." e Rampulli che non ha mai iniziato non se l'è calcolato nessuno.

Ma va be'.

In verità non è che sia stato così difficile smettere. Sostanzialmente non le ho più comprate. Ho smesso così: un giorno ho deciso di non comprarle più ed è andata. Poi dopo penso che la pigrizia abbia fatto il resto. Dimmi di non fare qualcosa e io non la farò.  

"Non fumare più, Roberta". 
"Okkey", rispondo io. 
Stesa sul divano. 
A guardare la televisione.

Ma non importa, ripeto: ero l'unica ad aver smesso di fumare.

Così la vocina nella mia testa ha cambiato timbro. 
Non più quello di mia madre, ma quello di Piero Angela in Quark. 
E ha iniziato,

- Va be' comunque è l'unica cosa che hai fatto in questi 10 anni da quando non vi vedete, Roberta, non la puoi sminuire così. Esaltala. Pensa a qualcosa che comprenda fatica. E impegno. E proiettili stretti nei denti per non provare dolore. 
Fai finta che sia qualcosa di straordinario che hai fatto solo tu. Pensa a qualcosa. Inventa.

+ Va bene, Piero. Potrei dire che ho smesso con la sigaretta elettronica.
- Ma no, dai, qualcosa di più impressionante. Pensa.

Ed erano tutti lì che strabuzzano gli occhi, increduli, a chiederti come avevi fatto. 
E subito la mente va ad una bambina coi capelli rossi e le lentiggini e l'apparecchio ai denti che alla lavagna durate l'interrogazione cercava un suggerimento:

- Allora, Roberta, è un gerundio o un gerundio? Gerundio o gerundivo? Guarda la lavagna, è facile. Gerundio o gerundivo? Non guardare i tuoi compagni. Hai tutto quello che ti serve scritto alla lavagna. Gerundio o gerundivo?

- Gerundivo.

- Tre.

+ Hai ragione tu, Piero. Non la posso svilire così. Farò quella che non vuole svelare i suoi segreti: li confonderò con quella cosa della macchina.

"Poi i miei genitori mi hanno pure regalato la macchina, perché ho smesso".

Vuoi la macchina? Se smetti di fumare ti compriamo la macchina. Quella che vuoi tu. Purché "quella che vuoi tu" sia una Panda di seconda mano a metano. Visto che è tua la puoi prendere quando vuoi a meno che non serva a me. O a tua madre. O a tuo fratello. O al figlio dei vicini. 


+ Va be' mica la devo per forza raccontare così come è andata, vero Piero?

- Esatto Roberta, e poi di' quella cosa che adesso stai meglio, che è una liberazione, che "non avete idea di quanto si sta bene, senza". Tu ci sei riuscita, ricordatelo.


E mentre mi raccontavo tutto questo mi sono sentita per la prima volta come quella intelligente fra i geni della mia classe. Quella che muore prima di tutti gli altri sotto un tram.


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martedì 3 luglio 2012

Dopo tutto questo tempo


È proprio un'idea magnifica questa mega rimpatriata del liceo.
Sì sì, certo che vengo, macché  scherzi?! 
Che bello dopo tutto questo tempo 
non vedo l'ora di vedervi e sapere che fate adesso.
Questo Sabato è perfetto così posso finalmente rilassarmi. 
Eh sì, mi aspetta una settimana intensissima:

devo laurearmi e iniziare il lavoro che ho sempre desiderato. 
Trovare l'uomo della mia vita, sposarmi e avere un bambino.
Poi devo comprare casa e automobile.
Dimagrire di almeno 2000 chili e frequentare un corso di recitazione finché la frase "eppure mangio di tutto" risulti credibile.

Eh sì, una faticaccia, ma Sabato ci divertiamo.

Dai dai che non sto più nella pelle, 
che bello dopo tutto questo tempo,
non vedo l'ora di vedervi e sapere che fate adesso.


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