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martedì 13 agosto 2013

La cena di classe

È Agosto.
E cosa succede in Agosto a parte il caldo, le zanzare, l'eritema, l'afa, la sabbia negli occhi e la fine delle ferie? 
La rimpatriata con i tuoi amici del liceo. Esatto.

Che poi a me va pure bene perché mi piacciono i miei amici del liceo.
Questo lo dico nel caso in cui dovessero leggere questo post anche se non vengono mai sul blog. Stronzi. Come al liceo proprio.

Che poi quando ci sono queste riunioni sento una vocina dentro la mia testa che casualmente ha lo stesso timbro di mia madre che mi dice,
"Vedi, la Lorenzetti ha avuto un bambino".
"Ah la Scrofani si è sposata".
"Rosso è abbronzato, sarà stato anche quest'anno alle Mauritius".
"Certo che la Marani è proprio dimagrita".

E cose così. 

Mi rassegno alla vocina e vado con Torti che incomincia a parlarmi del suo lavoro.

- Oh è andata bene poi quella cosa che ti dicevo l'altra volta, Robi: abbiamo venduto ai giapponesi. 
- Ah bene, son davvero contenta.
- Eh sì. Meglio di come ci aspettavamo. Tieni, fumiamoci 'sta sigaretta che ti racconto.
- No, grazie. Ho smesso.

HAI SMESSO??? 
Si è alzato un coro.
HAI SMESSO?

Fermi tutti. Alla rimpatriata del liceo io ero l'unica ad aver smesso di fumare.
L'unica.
L'unica di quelli che avevano iniziato, si intende.

Perché è strana questa cosa dello smettere di fumare, per esempio io ero diventata di colpo "però Robi, quanto sei stata brava a smettere di fumare, che forza di volontà. Che tenacia. Che tempra." e Rampulli che non ha mai iniziato non se l'è calcolato nessuno.

Ma va be'.

In verità non è che sia stato così difficile smettere. Sostanzialmente non le ho più comprate. Ho smesso così: un giorno ho deciso di non comprarle più ed è andata. Poi dopo penso che la pigrizia abbia fatto il resto. Dimmi di non fare qualcosa e io non la farò.  

"Non fumare più, Roberta". 
"Okkey", rispondo io. 
Stesa sul divano. 
A guardare la televisione.

Ma non importa, ripeto: ero l'unica ad aver smesso di fumare.

Così la vocina nella mia testa ha cambiato timbro. 
Non più quello di mia madre, ma quello di Piero Angela in Quark. 
E ha iniziato,

- Va be' comunque è l'unica cosa che hai fatto in questi 10 anni da quando non vi vedete, Roberta, non la puoi sminuire così. Esaltala. Pensa a qualcosa che comprenda fatica. E impegno. E proiettili stretti nei denti per non provare dolore. 
Fai finta che sia qualcosa di straordinario che hai fatto solo tu. Pensa a qualcosa. Inventa.

+ Va bene, Piero. Potrei dire che ho smesso con la sigaretta elettronica.
- Ma no, dai, qualcosa di più impressionante. Pensa.

Ed erano tutti lì che strabuzzano gli occhi, increduli, a chiederti come avevi fatto. 
E subito la mente va ad una bambina coi capelli rossi e le lentiggini e l'apparecchio ai denti che alla lavagna durate l'interrogazione cercava un suggerimento:

- Allora, Roberta, è un gerundio o un gerundio? Gerundio o gerundivo? Guarda la lavagna, è facile. Gerundio o gerundivo? Non guardare i tuoi compagni. Hai tutto quello che ti serve scritto alla lavagna. Gerundio o gerundivo?

- Gerundivo.

- Tre.

+ Hai ragione tu, Piero. Non la posso svilire così. Farò quella che non vuole svelare i suoi segreti: li confonderò con quella cosa della macchina.

"Poi i miei genitori mi hanno pure regalato la macchina, perché ho smesso".

Vuoi la macchina? Se smetti di fumare ti compriamo la macchina. Quella che vuoi tu. Purché "quella che vuoi tu" sia una Panda di seconda mano a metano. Visto che è tua la puoi prendere quando vuoi a meno che non serva a me. O a tua madre. O a tuo fratello. O al figlio dei vicini. 


+ Va be' mica la devo per forza raccontare così come è andata, vero Piero?

- Esatto Roberta, e poi di' quella cosa che adesso stai meglio, che è una liberazione, che "non avete idea di quanto si sta bene, senza". Tu ci sei riuscita, ricordatelo.


E mentre mi raccontavo tutto questo mi sono sentita per la prima volta come quella intelligente fra i geni della mia classe. Quella che muore prima di tutti gli altri sotto un tram.


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martedì 9 luglio 2013

Samantah


Allora oggi mi chiama la Samantah e mi fa,

- ehi Robi ti va di venire in Sardegna con me ad Agosto? Ti ricordi no, che ho la casa? Che poi ci devi essere stata l'anno scorso se non mi sbaglio. A Settembre ma io non c'ero. Dai, quest'anno non mi puoi dire di no, ho solo Agosto libero, poi dopo inizio a lavorare e non ci si vede più. Dai, ti passo a prendere io, non devi fare nessuno sforzo: offro io.

Come mi conosce bene la Samantah: siamo amiche dalle scuole Medie. 
Io mi ero trasferita da poco, ero nuova in quella scuola e sapete no, come vanno queste cose: adolescenza, rifiuto dell'autorità, bullismo, poi lei mi ha cambiata, proprio mentre la stavo per picchiare. Avevo chiesto un temperino e nessuno si era offerto di prestarmelo quindi come avrebbe fatto chiunque ho iniziato ad alzare la voce e stavo proprio per passare alle mani quando finalmente una vocina:
- te lo presto io, tanto poi sono sicura che me lo ridarai. 
Era lei, Samantah, ed è lì che abbiamo fatto amicizia me lo ricordo proprio come se fosse oggi anche perché qui vicino a me ho ancora il suo temperino, quello che mi ha prestato allora.

Quanto è generosa la Samantah, non potete capire.
È sempre la prima a chiederti se hai bisogno di qualcosa, come quel giorno che siamo andate a tuffarci dalla scogliera e lei ha iniziato a fare avanti ed indietro dalla spiaggia per portarmi, in ordine, acqua, crema solare, telo mare, telo mare per lei ché a me mi piace stare comoda, ciabattine anti graffio e cellulare.  Avanti e indietro senza sosta su quella che poi abbiamo scoperto essere una gamba rotta.
E pensare che non ci voleva nemmeno venire!

Poi non si lamenta mai.
Mai e poi mai ho sentito dalla sua bocca
"non ce la farò mai" oppure "è troppo dura"
o anche, come faccio sempre io un,
"dio, se hai deciso che il martedì devo svegliarmi alle sette, ti prego, prendimi adesso". 
Mai. Non la Samantah. La Giovanna sì, magari, ma lei no. Non la Samantah.

Anzi, è sempre lì che sprona, che incita, che inventa frasi positive che ti mettono una gran carica addosso, che se mai un giorno guardando quelle cose tipo,
bicchiere tecnicamente sempre pieno e rendi la tua vita il sogno che vuoi vivere,  vi chiederete, 
ma chissà chi le inventa queste frasi qui?
La Samantah le inventa, ecco chi.

Poi è divertente, non ti annoi mai con lei, ha sempre qualcosa di originale e di diverso da proporre. È autoironica, quindi le puoi fare anche perecchie battute che lei non se la prende. E ha il senso della misura. Cioè, sa quando smettere e quando può continuare, ma non si arrabbia se tu non ce l'hai, come quella volta che le ho incendiato la macchina ma questa è davvero un'altra storia.

Samantah è così:
è la prova vivente che si può essere bionde e non stupide.
Bellissime e anche intelligenti.
Alte e magre.

Sì, sì, esatto, è una stronza, non la sopporto.

+ Emm no, Samantah, mi dispiace tanto, ma ad Agosto non riesco proprio a venire ospite da te in Sardegna: devo andare a fare il bagno all'idroscalo. Visto che però ci tieni tanto vado a Settembre, grazie. 


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