Visualizzazione post con etichetta mamma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mamma. Mostra tutti i post

martedì 3 marzo 2015

Sempre no.
Da piccola dicevo sempre no.
Roberta, metti in ordine la stanza.
Roberta, fa’ i compiti.
Roberta, vai a scuola.
La risposta era solo una, no.

Sì, una ribelle.
Credevo che col tempo sarei cresciuta così.

Anche perché poi c’è stata la fase alternativa.
Avete presente no, gli alternativi, tutti piercing e tatuaggi?!
Ecco, così.

Però senza quella cosa dei piercieng e dei tatuaggi che mi fanno un po’ impressione alla fine.
Oh ma non su gli altri, su di me. Questa è la frase che si deve sempre dire quando qualcuno ammette di non amare i tatuaggi.
No, no, ma su gli altri mi piacciono molto, è su di me che, boh, non so.

E già da questa cosa dovevo capire le prime avvisaglie.
Sì, che non ero poi così tanto contro il sistema.
Sarò un genio ribelle, mi dicevo, poi col tempo ho capito che di genio avevo ben poco.
Ma credevo mi rimanesse il ribelle.
E invece,

un bel giorno mi sveglio, un giorno che sembrava davvero come tutti gli altri, faccio colazione, mi preparo, normale, tranquilla, poi dopo un po’ sento mia madre dire ad un mio amico,

“portati un golfino ché la sera fa freddo”.

E non era la voce di mia madre, era la mia.

Quindi niente ragazzi, la trasformazione è ormai completa.

blog umoristico, umorismo, LOL, mamma, madre, rita, tuttavitarobi, no, ribelle, alternativa
immagine Tumblr

Se questo Post ti è piaciuto puoi condividerlo con i tuoi amici e mettere mi piace alla mia pagina Facebook. Se anche tu credevi di essere un alternativo e invece sei tua madre commenta pure qui sotto.

martedì 9 dicembre 2014

Cosa bolle in pentola

Ve l’ho detto no, che ho cambiato casa e non vivo più coi miei?!
Bene, quello che non sapete è che adesso mia madre ha cominciato a minacciarmi e lo fa sempre nella stessa maniera: “Robi, ti mando su l’insalata di riso”.

Già, se l’aveste mai assaggiata sapreste di cosa parlo: l’insalata di riso di mia madre è una cosa che boh, non si riesce nemmeno a spiegare. Potrei dire cattiva ma la sminuirei. Davvero.
L’insalata di riso di mia madre non è solo cattiva.

Poi riesce a farla sempre più cattiva.

Io ogni volta penso “okkey, peggio di così non la può fare” e invece mi sorprende sempre che in un certo senso è pure una cosa positiva: posso dire che mia madre in cucina mi sorprende sempre.

Dovete capire che ogni volta che entro e faccio,
“mmm, cosa bolle in pentola?!”, so già che visto che la pentola è quella di mia madre ci sarà qualcosa di grosso. E che ha sofferto molto. E forse non è nemmeno tanto morto. 

Non fraintendetemi: lei si impegna davvero un sacco ma niente, è un amore a senso unico. Però non demorde: per lei la cucina è come una missione impartitale dall’alto,

“uomo, tu lavorerai con fatica. Donna, tu partorirai con dolore. E tu invece Rita, cucinerai”.

E poi è sempre lì che sperimenta, e fa, e si impegna, e mi cucina di tutto davvero,

“Robi, prendi quel piatto cupo che mamma ti versa il minestrone".

E con cupo con lei si intende triste. 

Però quando fa le minestre sono quasi felice, ché io ho paura di poche cose nelle vita e quelle poche sono le polpette di mia madre. E quando mi chiamava e mi diceva “guarda che stasera ho fatto la minestra” io ero contenta e ringraziavo che non avesse fatto le polpette.

E allora voi a questo punto direte, 
“ma cucinati da sola” e io vi rispondo “calmi tutti” perché c’è solo una persona che cucina peggio di mia madre e quella persona sono io quindi, 
“grande mamma, sei la migliore mandami su l’insalata di riso ché già so che per oggi non mi sono preparata nulla”. <3

tuttavitarobi, madre, mamma, Rita, blog umoristico, blog, umorismo, lol, cucinare, pentola, cucina, food,
immagine Tumblr
Se questo Post ti è piaciuto puoi condividerlo con i tuoi amici e mettere mi piace alla mia pagina Facebook. Se invece tua madre è brava a cucinare commenta qui sotto e invitami a pranzo ;)

martedì 21 ottobre 2014

La testa

Stasera mi devo preparare la cena.
Ci credereste mai? 
Io, Roberta Frulla, alle prese con cucina e fornelli.
Proprio così.

È perché ho mal di testa.
Un mal di testa atroce.
Una cosa mai sentita.
Un dolore così forte che mi passa da parte a parte e che mi ricorda che ce l'ho, una testa.

Io quando ho il mal di testa mi devo preparare la cena.
C'è chi dorme. Chi si rilassa. Chi esce a farsi due passi.
Io mi devo preparare la cena.

È successo così,
vado da mia madre e le dico che mi fa male la testa, come vi dicevo, un dolore che mi passa da parte a parte e via così, le dico anche quella cosa che mi ricorda di averla, la testa, e lei non ride. Visto che ha pagato per la mia istruzione, non ride.

Bene, le chiedo qualcosa per il mal di testa.

Mi dice dei fiori, mi parla di omeopatia, yoga. 
Non capisco nemmeno bene.
Non capisco perché le va di scherzare con la figlia che sta per morire.
Ma soprattutto mi chiedo quando ha mai pensato di avere una figlia frikkettona, che sarebbe ben più grave di ogni mal di testa umanamente conosciuto, ma va be', vado avanti.

Sono stata più chiara, 
"mamma, ho mal di testa: dammi la morfina che mi spetta".
Lei ride e dice che non può prescrivermela.

Io allora le dico che quella laurea in Farmacia che c'ha se la può anche appendere al cesso se non può prescrivermi la mia morfina.

Capite adesso perché quando ho mal di testa mi devo preparare la cena?!

LOL, blog umoristico, umorismo, mal di testa, cena, cucinare, mangiare, madre, mamma, morfina, Farmacia
Immagine Tumblr 
Se questo Post ti è piaciuto puoi condividerlo con i tuoi amici e mettere mi piace alla mia pagina Facebook. Se invece mi vuoi dire "ehi Robi, guarda che la cena te la devi preparare ugualmente perché ormai vivi da sola" scrivimi qui sotto nei commenti una bella ricetta va', renditi utile.

martedì 2 settembre 2014

Eccomi

Eccomi.
Sì, lo so, sono stata via e a voi non è cambiato nulla. 
Lo so, lo so.
Non vi siete nemmeno accorti.
Lo so, lo so.

Ma tranquilli, questo non vuole essere un post su me che mi piango addosso e che penso a quanto la mia vita faccia schifo e tutta quella roba lì. 

No.
Easy.

Questo è un post sul mare.

Sì, perché in questi giorni sono andata al mare.
E poi a me piace un sacco il mare.
Io mi sento proprio bene al mare.

Tipo che ogni volta che vado e sono dentro l’acqua e mi rilasso e sto bene penso,
“ahhhh, certo che potrei anche morire adesso per quanto sto bene”,

che forse detta così non è proprio una cosa bella da pensare ma serve per farvi capire quanto mi piace il mare. 
Cioè tipo che ci morirei al mare. 

Che continua a non essere una cosa bella da pensare ma tant’è.

Va be’ comunque il mare mi piace. 
Mi piace tutto del mare,
la spiaggia, le onde, i gabbiani, l’acqua, i sassi, l’azzurro, le barche, il sole, gli scogli.

Non lo so, mi fanno sentire in pace col mondo.

Come quando mia madre mi aspettava sul bagnasciuga e mi urlava che dovevo uscire dall'acqua perché era freddo e mi diceva di controllare le mani perchè sicuramente le avevo tutte rugose, perché era troppo tempo che stavo in acqua. 

Lei mi aspettava con l’asciugamano pronta ad acchiapparmi e mi avvolgeva e mi stringeva forte, 
"vieni da mamma ché è freddo", 
mi diceva e poi, 

"dai dai dai, asciugati" 

e mi stringeva ancora più forte e io le dicevo, 

"hai visto che tuffi che ho fatto?",

 e lei, 

"sì sì li ho visti: sei proprio brava", 

e io, 

"poi hai visto che ho nuotato fino a lì?", 

"sì sì l’ho visto, l'ho visto. Dai asciugati adesso che prendi freddo e poi ti viene la tosse, anche i capelli, dai",

e mi stringeva ancora più forte ed era bellissimo.

È successo l’altro ieri.

blog umoristico, umorismo, lol, mare, mamma, asciugamano, la prima cosa bella, virzì
Immagine tratta dal film "La prima cosa bella" prima di tutto perché è un bel film che vi coniglio di vedere poi anche perché nella scena finale spiega quella cosa dell'asciugamano meglio di me.

Se questo Post ti è piaciuto puoi condividerlo con i tuoi amici e mettere mi piace alla mia pagina FacebookSe invece vuoi dire che a te piace la montagna commenta pure qui sotto.


martedì 22 aprile 2014

Ma forse WhatsApp era giù

Allora che avete fatto in questi giorni di festa? 
Tutto ok? Vi siete divertiti? 

Avete mangiato? 
Avete bevuto? 
Avete riposato? 
Avete non so cosa? 
Ditemi voi.

Io ho approfittato di questi due giorni per stare un po’ di più con la mia famiglia.

Sì, dai, è bello alla fine.
Non ci si vede mai.
Non si sta mai insieme. 
È bello. 

E poi è vero: noi giovani non passiamo mai abbastanza tempo con la nostra famiglia. 
Ed è anche vero che questi giorni non torneranno più. Sì, insomma, sapete come sono tutte quelle cose lì. La vita, intendo.

Allora ho preso mia madre e siamo andate a fare un giro.
Andiamo mamma, le ho detto, andiamo a fare un giretto io e te, da sole, parliamo un po’, stiamo insieme.

Abbiamo fatto chilometri senza accorgerci.
Sempre insieme, un pomeriggio intero. Non succedeva da secoli.

Sapete come sono tutte quelle cose lì. La vita, intendo. Fra gli amici, l’aperitivo della domenica, il cinema del mercoledì, la palestra, il corso di cucina, la discoteca il sabato sera, piscina, canto, ballo e tutti gli altri impegni è difficile trovare del tempo da passare insieme ma se ci si mette sotto.

Anche se a dir la verità non ci siamo riuscite appieno, sì insomma, non ci siamo riuscite a tenere fuori in assoluto tutti questi impegni.

Tra eventi da organizzare, feste da confermare e gente da salutare il cellulare non ha mai smesso di squillare un secondo da quando siamo partite. 

Il suo cellulare. 
Il mio niente. 
Ma forse WhatsApp era giù.

blog umoristico, umorismo, LOL, mamma, Rita, Pasqua, feste, giro, giretto, WhatsApp
immagine Tumblr

Se questo Post ti è piaciuto puoi condividerlo con i tuoi amici e mettere mi piace alla mia pagina FacebookSe invece mi vuoi dire che anche da te WhatsApp è giù dal 1997 scrivilo qui sotto che piangiamo insieme.

martedì 7 maggio 2013

La festa della mamma


Ah no, no, quest'anno mi sono organizzata per tempo.
Eh sì, quest'anno non mi si può dire niente.
No, perché bisogna dare alle cose il loro giusto valore.
È che si va sempre di fretta, sempre di corsa e ci si dimentica delle cose più importanti.
Anzi, ve lo voglio ricordare anche a voi così poi non fate brutte figure: domenica prossima è la festa della mamma.

Proprio così, la mamma.
Non posso dire questo nome senza piangere, senza commuovermi.
La mamma, la donna che ci ha messo al mondo, 
che ci ha dato l'opportunità di vivere, 
di desiderare, 
di soffrire, 
di lottare e poi morire.

Lei, che ci insegna la vita e lo fa a monosillabi, "no".
Lei, che sa sempre tutto e che ci avvisa delle avversità,
"te l'avevo detto io, Roberta".

Lei, la mamma. 

E allora, dai ragazzi, 
attivatevi, 
organizzatevi, 
lo dico per voi, 
io ho già pensato a tutto.

Dovevo trovare qualcosa che le dimostrasse i miei sentimenti.
Qualcosa di indelebile, che andasse al di là del tempo.
Che fosse classico e tradizionale, come è lei.
Qualcosa di unico e irripetibile.

E poi ho deciso: mi faccio un tatuaggio.
A forma di cuore, qui, proprio sul bicipite.
Vecchio stile.
Grande, perché la scritta si deve vedere bene,
"mamma sei la mia vita"
o qualcosa del genere, 
sì, insomma, avete capito, 
che poi è il pensiero quello che conta 
e io questa volta c'ho pensato proprio bene.

Anzi vi posso giurare che questo sarà il primo di una lunga serie tutta in suo onore:
mi sembra proprio il regalo ideale per mia madre, 
lei, che odia i tatuaggi.


mamma, festa della mamma, tatuaggio

martedì 5 febbraio 2013

Benvenuto Pietro


Ah non so se sapete che la scorsa settimana ho fatto i biscotti. 
Bene, sì, sono venuti bene, pensavo peggio in realtà. 
Mi mancavano tre ingredienti su cinque ma son venuti bene se ti piace la matriciana. 

Ecco, lo stesso giorno in cui io faccio i biscotti succede che la mia migliore amica fa il bambino. Suo figlio. Sangue del suo sangue. Legame indissolubile che la consacra alla società con il ruolo di madre. Per sempre. 

State pensando quello che penso io, vero?
Cioè, dai, manie di protagonismo allo stato puro. 
Sì, certo che stiamo parlando delle sue: dai, ha avuto nove mesi di tempo e partorisce proprio il giorno in cui io faccio i biscotti. Dai.
Per una volta che faccio qualcosa in cucina pretendo devozione e che si parli solo di questo,
"oh lo sai che la Robi ha fatto i biscotti? Eh già, che brava che è stata, per fortuna che c'è lei" 
e che ci si soffermi su tutti quegli aneddoti spassosi che capitano in cucina che fanno tanto ridere a chi è del settore e che io, per esempio, non ho mai capito,
"eh e poi lo sai che ha avuto problemi con l'impasto?! Pensa, ha messo due dosi di lievito quando in realtà ce ne andava una sola. Ahahahaha" 
e robe così e invece capite bene che contro un bambino non c'è competizione, vince lui su tutta la linea.
- Oh Robi allora come va? Cosa è successo oggi?
- Eh oggi ho fatto i biscotti, ah sì e poi è nato anche Pietro.
- È nato Pietro?
- Eh sì. Comunque ho avuto qualche difficoltà con l'impasto, pensa che ho messo due dosi di lievito quando in realtà...
- Sì, sì, okkey. Ma è andato tutto bene?
- Sì, un minimo di problema con l'impasto come ti dicevo ma per il resto...
- No, no, i biscotti, Pietro. È tutto a posto? Lui e la mamma stanno bene? 
- Sì, sì, stanno bene.

Cosa vi avevo detto? 
Non c'è partita e non capisco proprio perché.
Dai, pensateci bene,
immaginate la scena: febbraio, tardo pomeriggio, una tazza di tè fumante sulla scrivania. 
A questo punto cosa vorreste avere a due centimetri da voi,
un bambino o dei biscotti? 
Ah i biscotti sono al cioccolato.

Va bene, sto scherzando,
infondo sotto questo primo strato di cinismo devo ammettere che la capisco questa passione che avete per i bambini.

Mi piace passare il mio tempo libero con il figlio di mia sorella, per esempio.
Ci divertiamo un sacco io e Giulio.

Giochiamo con le macchinine, coi dinosauri, 
a pallone, a palla, a pallina,
con le costruzioni, a distruggere cose e ad inventarne altre.
Mi piace quando disegniamo dentro i contorni.
E quando poi andiamo fuori.
Mi piace quando mi fa vedere cose che io non riesco a vedere.
Mi piace quando gli dico cose che non sa.
Mi piace quando sorride.
Mi piace quando mi stringe la mano. 

Ma soprattutto mi piace quando torna a casa sua, da mia sorella.


Nascita, biscotti, mamma, benvenuto Pietro

Ah, comunque, tutto questo era per dire, benvenuto Pietro :)