martedì 30 aprile 2013

La sveglia

Allora ragazzi, tenetevi forte, ho appena scoperto un oggetto che farà aumentare del 100% il mio livello di produttività.
Non sto scherzando, forse ne avrete già sentito parlare, si chiama sveglia.

Allora, è una cosa geniale, funziona più o meno così.
È un orologio. 
Ma al contrario di un classico orologio, lei, la sveglia, può trillare ad una determinata ora.
E l'ora la decidi tu.
Non è una cosa fantastica?

Io ho pensato di usarla principalmente la mattina: la imposto alle cinque e chi mi ferma più? 
Non come all'università che mi ero scordata completamente che esistesse, la mattina. 
No, grazie a questa invenzione del secolo sarò una persona nuova. Diversa. Migliore.

Finalmente potrò fare tutte quelle cose che ho sempre desiderato fare e che prima non riuscivo: la colazione per esempio. 

Sì, ecco, verrà la colazione e poi tutto il resto.

Dovrete rimangiarvi ogni vostro 
non farai mai niente nella vita. 
Non combinerai mai nulla, Roberta. 

Forse potevano andare bene prima ma adesso no. Non più.
Anzi penso proprio che smetterò di frequentarli tutti questi che non credono in me, nelle mie capacità. A cominciare proprio da me: non vedo l'ora, sarebbe bellissimo non frequentarmi più.
Del resto se io incontrassi una me sveglia alle cinque della mattina avrei molte probabilità di non essere io. In entrambi i casi. Dico davvero. 

Eccezionale.
E tutto grazie ad un oggetto tanto semplice. 
Non so se ce l'avete presente? 

Una scatolina che suona quando vuoi tu, stop. 
La sveglia.
Geniale.
Davvero ragazzi, questa volta svolt/Ah niente, come non detto, cancellate tutto: 
ho scoperto la funzione snooze.

sveglia, snooze, produttività

martedì 23 aprile 2013

Le recensioni di tuttavitarobi #1 (visti e letti per voi)


Allora ragazzi in questo clima di incertezza generale mi sono proposta di produrre qualcosa di veramente utile in questo blog ed è quindi nata l'idea di questo post (forse sarà il primo di una lunga seria o forse no) dove commento e recensisco romanzi, opere cinematografiche e trasmissioni televisive che hanno maggiormente influenzato la mia esistenza.
Una sorta di "visti e letti per voi". Iniziamo.


Non sono sicura parli proprio di una fattoria.
La fattoria degli animali George Orwell


Dopo aver visto questo film non riuscirete a stare in una stanza piena di giocattoli con la stessa serenità di un tempo. 
Dico una cosa sola: ansia. 
Toy Story - il mondo dei giocattoli- John Lasseter


Adrenalina e azioni al cardiopalma per l'ultima fatica di Christopher Nolan che ci regala un'opera monumentale nella quale i protagonisti si incontrano e schiacciano pisolini.
Inception Christopher Nolan


Prima regola del Fight Club non parlate mai del Fight Club.
Romanzo best seller nel mondo e cult movie interpretato da Brad Pitt ed Edward Norton: Chuck sei davvero nei guai.
Fight Club Chuck Palahniuk


"Bello. Davvero bello. No, no, ma davvero, mi è piaciuto un sacco. Bello, sì. 
Certo, avessi capito di cosa tratta sarebbe meglio. Però bello eh".
Qualsiasi romanzo di Umberto Eco


Questo Film l'ho già dormito al libro.
Il signore degli anelli John Tolkien


"Oh oh aspetta un attimo, frena. Hai detto José ma intendi José Arcadio Buondìa? O Arcadio? O Aureliano José? O José Arcadio Secondo? O José Arcadio? O Aureliano? O Aureliano Babilonia? O uno a caso dei 17 Aureliani? No perché cambia."
Cent'anni di solitudine Gabriel Garcia Màrquez


'Na stronza.
Madame Bovary Gustave Flaubert


Sospettoso turnover dei protagonisti.
Uomini e Donne (trono over) Maria De Filippi Canale Cinque


Se hai visto il primo sai chi è l'eletto.
Se hai capito l'ultimo, sei l'eletto.
Matrix (trilogia) Wachowski


Quando guardo questo programma mi vien sempre in mente quella volta che ho comprato una penna biro a 5€ perché aveva delle orecchie da coniglio. E non mi piaceva neanche.
Malati di Risparmio Real Time


Hai un oggetto utile e bello.
Trovi un altro oggetto utile e bello.
Li metti insieme servendoti di altri oggetti, utili e belli.
Ottieni un oggetto brutto e totalmente inutile. 
Però ci hai speso dei soldi.
Paint Your Life Barbara Gulienetti Real Time


Non solo capirai perché il 25 Maggio alcuni girano per strada con un asciugamano sulle spalle, lo farai anche tu.
Guida intergalattica per autostoppisti Douglas Adams


Per tutta la durata del racconto ti chiedi "ma sarà vero o è tutto inventato?".
Storia appassionante, peccato per il finale un po' buttato lì.
Che ci sia già l'idea di un sequel? Staremo a vedere. 
La Bibbia


recensioni romanzi, recensioni libri, recensioni programmi televisivi, critica

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martedì 16 aprile 2013

Apocalisse 2.0


Avete proprio ragione, bisogna tenersi in forma: muoversi fa bene.
Ah ma io vado a correre quasi tutti i giorni eh.
Sì, sì, le metto quelle strisce catarifrangenti perché è un attimo che di sera non ti vedono e poi tanti saluti.
No, no, niente mp3 quando corro, ma che siete fuori? Si deve rimanere concentrati, con la testa presente e sempre attenti ai pericoli della strada.

Certo, certo, l'attività fisica non basta, bisogna anche farsi le analisi così tutto è sempre sotto controllo e se c'è qualcosa si prende in tempo. Il cuore, mi raccomando, il cuore, anche perché adesso sembra andare per la maggiore.

Poi non bisogna dimenticarsi le cose semplici, i consigli della nonna: io per esempio porto sempre un golfino quando esco di casa ché si sa che la sera è più freddo. E non mi dimentico mai l'ombrello. Piccole accortezze eh che però fanno la differenza.

Ma anche il cibo. Sì insomma, c'è da stare attenti, lo so che le cose che fanno male son anche le più buone, ma che ci volete fare? Io ormai compro solo prodotti naturali certificati dall'Accademia del Benessere. Niente grassi idrogenati e dolci con moderazione. Poi acqua naturale, senza aggiunta di anidride carbonica che non si sa mai. Assolutamente priva di sodio.

Poi l'aglio. Non potete capire quanti effetti benefici ha l'aglio. Uno spicchio al giorno anche se non ci piace, riduce il rischio cancro, artriti varie e colesterolo. In più, tiene lontano gli altri esseri umani che non mi sembra una cosa da sottovalutare.

Volontariato, ci credereste mai? Fare del bene agli altri allunga la vita. E per me questa è una cosa davvero difficile da accettare ma tant'è, se è così bisogna adeguarsi. 

Sul caffè ancora non so bene come comportarmi: tutti gli studi si contraddicono fra loro. Io comunque almeno uno al giorno lo prendo anche perché altrimenti non saprei come alzarmi dal letto e poi è inutile vivere a lungo se tutti gli altri, non vedendoti, ti pensano morto.

No. Il fumo proprio no. Ho smesso. E anche l'alcool, sempre meglio evitare perché quando quella storia del bicchiere al giorno che fa il sangue buono era in voga, l'aspettativa media di vita di un essere umano era quarant'anni. 

E poi le terme, lo yoga, lunghe passeggiate all'aria aperta e anche una nuova filosofia orientale che dicono sia un vero elisir di lunga vita: tutte cose un po' noiose però ehi, chi l'ha detto che sarebbe stato divertente? 

Ah e vado a letto presto, avete mai sentito il detto "la gente della notte campa cent'anni"? Ecco, nemmeno io. No, no, meglio andare a dormire presto, date retta a me.

Oh certo, che poi, alla fine, potremmo anche fare la vita che più ci piace senza tante rinunce se accettassimo quello che è ormai evidente: moriremo tutti per una malattia devastante portata dai germi che prolificano in questi nostri touchscreen.

Touchscreen, apocalisse, vita sana
*Scritto da iPad.

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martedì 9 aprile 2013

Io cammino da sola


"Oh secondo me non mi chiama. Oggi è martedì, ormai non mi chiama più. Aveva detto che mi avrebbe chiamata lunedì. 
Lunedì della settimana scorsa. Del 2001. 
Secondo me non mi chiama più".

O anche "che gran cazzata che ho fatto, mamma mia" riferito alla maggior parte delle cose della mia vita.

Oppure, e questo è davvero un classico, al discorso che farò quando vincerò il Nobel. Ma non crediate che con questo Blog mi sia montata la testa: il Nobel per la Fisica, non per la Letteratura, sono una persona con i piedi per terra, io.

E altre cose più o meno di questo genere se mai vi foste chiesti a cosa penso mentre cammino da sola.
E in questo periodo cammino spesso da sola: oramai sto diventando come la tipa strana che gira per le vie del mio paese e porta a spasso i suoi cani. Io però senza cani.

A dire il vero, in questo periodo, penso proprio di essere la tipa strana che porta a spasso i cani. 
Non che io sarò come lei un domani ma che io e lei siamo la stessa persona. E che lei viene dal futuro. 
Anche perché mi somiglia un po' e poi una volta, stavo camminando, e la sento che mi chiama: "scusa, hai perso questo" e mi dà il mio portafogli, proprio come se lei lo sapesse già che in quella strada e in quel momento io l'avrei perso. 

Poi porta sempre un cappello di lana e a me fa sempre male la testa e sto cercando una soluzione. 
È sempre sola e io litigo praticamente con tutti. 
Sembra una persona gentile e anche io sembro una persona gentile.
In più ogni volta che ci incontriamo per strada lei mi sorride e ha quello sguardo inequivocabile come a volermi dire: 
"eh, Robina, tu non lo sai ma io sono te". 
Sì, lo so che in realtà quel suo sorriso potrebbe nascondere un 
"ah arieccola questa, ma sta sempre qui? Ma mi segue?".
Perché in effetti potrebbe anche sembrare una cosa da malati. 
E lei potrebbe essere spaventata. 
E potrebbe voler chiamare la polizia. 
Be' in quel caso dirò questa cosa del futuro e che lei e io siamo la stessa persona, così capiranno che sono normale.
E infatti, fregandomene di eventuali denunce e cose di questo tipo, ieri sera l'ho seguita fino a casa. 
E devo dire che ha proprio una bella casa, avete presente quella che disegnano tutti i bambini, tetto rosso, camino, due finestre con la porta in mezzo? Ecco, è proprio così, casa sua. Poi ha il giardino e le deve piacere parecchio perché è molto curato e adesso che è primavera si vede proprio che ci passa parecchio tempo. 
Ho guardato dalla finestra e devo dire che mi piace tutto, ha buon gusto. Solo il divano non mi ha convinto molto per il colore e poi si vede ad occhio che non deve essere molto comodo. Sicuramente me lo deve aver consigliato qualcuno perché a me proprio non piace, chissà dove l'avrò comprato?  Cioè volevo dire "avrà comprato", -chissà dove l'avrà comprato?- lei, non io. 

Meglio che ritorni alla realtà e mi viene anche un po' da ridere, 
"ma vedi cosa vado a pensare?! Lei non posso essere io del futuro, è proprio una cosa assurda: io non me la potrò mai permettere, una casa".
camminare, venire dal futuro, casa, comprare casa

martedì 2 aprile 2013

Zero

Ho comprato delle tende nuove, ora le devo appendere.
E allora prendo la scala e un martello, poi mi occorre una pinza per togliere quelle vecchie. Ah e anche dei gancetti nuovi ché queste non hanno i passanti. E l'asta mi sa che è troppo grande, forse la dovrò sostituire, non so, adesso vedo. 
Meglio prevedere e prepararsi tutto l'occorrente senza lasciare nulla al caso, così si fa un bel lavoro. 

Uno magari non ci pensa ma è una di quelle cose che fa riflettere questa qui delle tende, sul tempo, sulle proprie aspettative, sull'immagine che abbiamo di noi o che avevamo e invece no, non è quella reale.
Un po' di anni fa non credevo che sarei mai diventata una così, una che cambia le tende, per intenderci. Credevo che sarei stata più Rock and Roll, una di quelle tipe che parla di piercing e di quelle cose che si mettono sotto pelle e fanno anche un po' senso e di tatuaggi. Mi ricordo che mi piacevano un sacco i tatuaggi e allora credo che sarebbe stato bello parlarne,
- eh devo chiamare Guido e prendere l'appuntamento per un altro tatuaggio ma ho paura che non troverò un buco libero, oramai.
- Ah non sapevo che Guido avesse così tanto da fare, comunque puoi sempre andare da Fede, mi hanno detto che è un bravo tatuatore anche lui.
- No, no, intendevo sul mio corpo. Un buco libero sul mio corpo dove disegnare, ormai non ho più un centimetro disponibile.
- Ah fico.
- Eh già.

Credevo che sarei diventata una di quelle che non vuoi che i tuoi figli frequentino, una di quelle che ha sempre qualcosa di veramente fico da raccontare agli amici:
- Ah e ieri sera non sai cosa è successo?
- Eh no, che hai fatto di veramente fico, Robi?
- Eh no, lo domandavo a te: non sai che è successo ieri sera?! No perché io non mi ricordo nulla.
- Ah fico.
- Già.

Oppure una di quelle persone che ha bisogno di sentire ogni volta il brivido della precarietà del tutto per sentirsi viva: 
"ah magari non so cosa ho fatto ieri sera ma di sicuro so cosa farò domani: scalata del K2. Poi, per il ritorno, ho pensato di fare una cosa ancora più assurda: mi butto direttamente dalla cima col paracadute e poi gli ultimi chilometri in parapendio". 

No invece, niente di tutto questo anzi, quando vedo tutte quelle persone che fanno sport estremi penso sempre
"certo che la gente non sa più cosa inventarsi per morire male".
Io, adesso, se sento un brivido credo subito di avere la febbre e mi dico da sola, 
"eh lo sapevo io, Robertina, tu vuoi fare gli stravizi. Eh certo, la sera esci senza maglia e poi che ti aspetti? Questa è un'influenza, son sicura, ora si va dritte a casa senza fare storie".

Ho sempre pensato che sarei diventata una di quelle tipe spericolate che hanno bisogno di avventura:
"eh allora ci siamo ritrovati in America, così dal nulla. Abbiamo preso una di ste tre barche e niente siam arrivati lì per caso. Ci avevano detto - si va nelle Indie - e invece. Che storia ragazzi, che storia". 
Nella realtà avviso anche quando voglio fare una sorpresa: "Vale, tra mezz'ora sono sotto casa tua, ti faccio un'improvvisata". 
Tutto calcolato, zero rischi, zero imprevisti. Zero.

È così, sono una persona prudente, ho comprato delle tende nuove e ho scoperto di essere una persona prudente, lo devo accettare anche perché è proprio evidente ne ho avuto la conferma assoluta quando mio padre entrando nella stanza mi ha detto: "ah ma hai ritirato fuori il casco, hai intenzione di riprendere il motorino?" e io guardando quel coso lì vicino alle pinze e al martello ho pensato "ma davvero credi che andrei mai su un trabiccolo a due ruote?! Ma per chi mi hai preso, frikkettone?! Il casco mi serve per appendere le tende nuove: devo salire su una scala, non ce lo dimentichiamo".
E insomma sì, mi è sembrata la cosa più ovvia di questo mondo da pensare.

prudenza, immagine di sé



martedì 26 marzo 2013

Tutto qui

Oggi volevo spiegare una cosa davvero molto semplice secondo me ma, a quanto pare, difficile da comprendere.
Che poi le cose semplici sono sempre le più difficili da capire ce ne accorgiamo ogni volta che su un portone c'è scritto "tirare" e noi invece spingiamo.
- Eh ma non si apre.
- Tiri signora.
- No. Proprio non va.
- C'è scritto tirare, tiri.
- No. Ma non funziona.
- Tiri signora, così sta spingendo, tiri.
- Mmm, non capisco proprio.
- TIRI SIGNORA. TIRI. QUELLA. DANNATA. PORTA.
- Ah che stupida, spingevo.
- Eh già.

Oh comunque questa della porta ci cascano tutti:
- Dottor Einstein come ha scoperto di avere questa intelligenza superiore alla media?
- Mah, guardi, io non direi superiore alla media, siamo tutti dei geni ma se un pesce viene giudicato in base alla sua capacità di arrampicarsi su un albero si sentirà uno stupido per tutta la vita.
Ah e un'altra cosa importantissima: RIMANETE LONTANI DALLE PORTE, mi raccomando, ché altrimenti vi deprimete.

Eh sì, lo so Albert, le più difficili. 

Ma porte a parte la cosa semplice che non capisce mai nessuno è questa che adesso vado a spiegare.
Metti che incontri una che non vedi da molto tempo.
Metti che la saluti e metti che sei pure contento e per l'euforia inizi a parlare e la prima cosa che dici per rompere il ghiaccio è
"oh sei bellissima, proprio non ti riconoscevo".
Ecco, quello che hai appena detto non è un complimento. Mai.
Da qualsiasi parte lo giri. In qualunque parte del mondo ti trovi.
Fermati al sei bellissima, non strafare, è meglio.
Tutto qui. Semplicissimo, lo so. Talmente semplice che uno dice: 
"tutto qui? Davvero?"
E io ve lo confermo, sì, è tutto qui.  

"Oh sei bellissima, proprio non ti riconoscevo" non è un complimento, se lo dite fate una figuraccia. 

Che poi adesso questa cosa vi torna davvero utile perché tra poco è Pasqua e a Pasqua, si sa, si incontrano tutti parenti, anche quelli che non vedete mai e tra i tanti c'è pure quella strana. 
(Quella strana c'è in tutte le famiglie).
- Ma viene anche la Robi a pranzo?
- Eh sì, la madre mi ha detto che c'è anche lei.
- Ah.
- Già.

E lo so che con la parente strana non si sa mai cosa dire: "e del lavoro non si può parlare, fidanzati meglio di no, l'Università è sempre stata un tabù, attività fisica evitiamola che è pure ingrassata qualche chilo e dimmi tu cos'altro c'è che si può tirare fuori ad un pranzo di sei ore?!".

Ecco però il "sei bellissima, proprio non ti riconoscevo", no, meglio evitare, fidatevi. No anche perché  si va a creare quella sensazione di disagio durante il pasto che dopo può essere solo 
"nonna aggiungi un posto a tavola, il signor imbarazzo si ferma a pranzo con noi". 

Ah, e no. Non l'hanno detto a me. 
No che non sono io la Robi strana, ma cosa vi viene in mente? 
Anche perché altrimenti questa "cosa semplicissima che non capisce mai nessuno" ve l'avrebbero spiegata al TG delle venti nella cronaca nera: io sono la Robi pericolosa.

tutto qui, semplicità, strana, einstein, porta, pasqua


martedì 19 marzo 2013

Oggi vi voglio dare un consiglio, così è più semplice


Oggi vi voglio dare  un consiglio: se avete bisogno di un consiglio non venite a cercarmi. 
No. Davvero. Non sono in grado.

In verità non è che non so dare consigli. Di sicuro non mi troverò mai nella situazione di,
- Secondo te è freddo? Che faccio Robi, la prendo la maglia?
- Be', considerando che sono le due del pomeriggio e che rientreremo fra poco. Senza dimenticare poi che siamo in Agosto e che fuori saranno quaranta gradi. Vediamo un po'. Ehm. Be' sì, prendila la maglia.

Se fosse così sarebbe tutto più semplice: potreste solamente fare il contrario di quello che dico.
Potrei essere di aiuto alla società, già mi vedo, io, guru di questo nuovo millennio
- Robi, le nostre azioni stanno subendo un ribasso importante. Che facciamo, vendiamo?
- No. Per l'amor di dio, no. Non vendete.
- Okkey, vendi tutto.
Elementare. 

No, la verità è che io non ho consigli da dare.
Il più delle volte non so proprio cosa penso. 

Una volta un professore mi ha messo davvero in difficoltà, scoprendo questo mio punto debole. Ancora lo ricordo come se fosse ieri.

Primo Liceo Scientifico, ora di religione.
- Adesso ragazzi cominciamo a conoscerci un po'. Roberta, iniziamo da te, perché non ti descrivi un po', chi sei, cosa fai?
- Be' io. Io non so. Io non so proprio cosa dire.
- Mah, perché non ci racconti un po' del tuo carattere?
- Del mio carattere? Be' io. Io non so. Io non so proprio cosa dire.
- Eh, che ne so. Per esempio, ti voglio aiutare, sei una persona decisa o indecisa?
Credo di essere stata in silenzio per due ore. Senza esagerare. Poi ho iniziato
- Decisa. Sì, insomma, abbastanza. Abbastanza decisa, sì. Un po' indecisa e un po' no. Forse sarebbe meglio che dicessi indecisa. Sarebbe più giusto. Sì forse indecisa sarebbe meglio. Penso mi descriva meglio. Indecisa. Assolutamente indecisa. Be' magari indecisa e basta, toglierei assolutamente. Ecco indecisa e basta. Cioè che poi...

E sarei andata avanti ancora per molto se il professore non mi avesse spedito dal Preside: era sicuro lo stessi prendendo in giro. Che poi io dico, non le fare le domande se non vuoi che ti si risponda. E non vi racconto come è andata dal Preside che è meglio: sono stati anni duri per me, dopo la Montessori questi educatori son sempre lì a chiederti "cosa ne pensi di". 
Per me è stato davvero un sollievo in età adulta capire che nel mondo reale a nessuno interessa la tua opinione.

Comunque credo che questo mio stato sia una cosa legata alla capacità di prendere decisioni: è che non è così semplice per me, siamo in parecchi qui dentro.
Sì, insomma, io nella mia testa ho contato almeno 27 diverse personalità e tutte si ripetono: "no, ti prego, decidi tu".

Io non so davvero come fate voi ad essere così sicuri di quello che pensate e poi di agire di conseguenza: io, se posso essere sincera, ogni volta che devo prendere una decisione spero sempre che parta la colonna sonora, sarebbe tutto più semplice.

dare consigli, decidere, Montessori, ora di religione, prendere una decisione