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martedì 25 novembre 2014

L'illuminazione

L’ho visto sull’autobus così, per caso, insieme a tanti altri.
Mi è subito sembrato diverso da tutti però non riuscivo a capire cos’era.
Cos’aveva di tanto diverso.

È stata una questione di pochi minuti eh, sia chiaro. Eppure mi ha colpito così tanto.

Forse saranno stati quei suoi modi gentili.
Il fatto che porgesse sempre un sorriso a chi si fermava a guardarlo.
E credetemi, si fermavano in molti proprio perché aveva qualcosa di diverso. Si percepiva proprio.
E non era perché era bello. Cioè, non era brutto. Però di sicuro non era quel bello che ti fermi a guardare.
Almeno non sull’autobus che sei sempre lì, pronto a vedere se si libera un posto e ad intimidire tutti gli altri che l’han visto prima di te. Cioè, io faccio così.
No, non era per la bellezza.

Forse erano i vestiti.
Ma no, non erano i vestiti. Che poi alla fine i vestiti son tutti uguali: o vanno i pantaloni a zampa di elefante e a quel punto metti una maglia striminzita sopra, così bilanci, o vanno i pantaloni stretti in fondo e a quel punto abbondi sulla maglia.
No, non erano i vestiti.

Era qualcosa di diverso ma non capivo cosa.

È sceso vicino all’ospedale.
L’ho seguito con lo sguardo per un po’, sempre per capire.
Forse il modo di camminare.
No, no, non era quello.

Però sono sicura che c’era davvero un qualcosa che lo faceva diverso da tutti gli altri ragazzi che mi è capitato di vedere negli ultimi due anni, toh.

Sono poi tornata a casa mia e ancora stavo lì che mi arrovellavo: volevo capire cos’era. Cosa aveva di tanto diverso quel tipo.

Poi, dal niente, l’illuminazione e mi sono detta,

“oggi ho visto uno senza barba”.

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martedì 4 dicembre 2012

Io sbaglio le conclusioni


- Ah, che barba.

Ma non nel senso di
- ah, che noia.
Nel senso di
- ah, che bella barba che hai.

Eh sì, lo devo ammettere: mi piace la barba,
è un mio punto debole.
Prendi un tipo qualsasi, se è brutto anche meglio.

Ecco sì, prendi un tipo brutto e a me sarà del tutto indifferente.
Cioè, ci parlo ma niente di più, se lo incontro per strada posso anche salutarlo ma finisce lì, sì insomma, sono quel tipo di persona che, oddio non mi viene la parola, aspetta, com'è che dite voi?! 
Ah sì, superficiale.
Ecco, proprio così, sono una persona superficiale e di sicuro non sono pronta per qualsiasi tipo di rapporto che non si basa sull'aspetto fisico. Che ci posso fare?! Mi devo accettare così come sono.

Comunque dicevamo, prendi un tipo brutto, mettigli una barba addosso e voilà, sono già ai suoi piedi, totalmente in balia di questo fascino posticcio tanto che mi accorgo di fare cose che senza barba non farei, come ad esempio

ridere a battute che non fanno ridere.

- Robi, la sai qual è la macchina dei radiologi?
- No.
- L'Astra.
- AHAHAHAHAHAHAHAH. Troppo forte questa!

Farmi prendere la mano.

- Sai cosa ci starebbe bene con quella barba? Una pipa. E una giacca di tweed. E un setter inglese. E un caminetto acceso che riscalda l'intero casolare. E un paio di bambini che giocano a campana nel cortile.
- Robi, aspetta un attimo, ho detto che posso farmela crescere un pochino però vorrei continuare a vivere nel 2012.

Soprassedere sul fatto che sia poco igienica e che dentro ci si possa trovare di tutto.

- Ehi amore, aspetta un momento, cos'hai qui? Ah è il biglietto del concerto dei Nirvana: Febbraio 1994
- Ah ecco dove l'avevo messo, grazie amore se non ci fossi tu.

Mi piace la barba e non posso farci niente,
quasi quasi me la faccio crescere. 

Barba, Superficiale, Nirvana