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martedì 10 febbraio 2015

I giorni della merla

Ehi ragazzi son tornata.

Vi voglio dire la verità, non volevo ricominciare, ma poi vista la grande insistenza di tutti voi, eccomi qui.

La grande insistenza di tutti voi che siete dentro la mia testa, voi voci felici, sia chiaro, perché se devo aspettare voi in carne ed ossa invece.

Oh niente eh.
Nada de nada.

Vi dirò quello che mi dice sempre mia madre,
“utilità zero”. 
Ma certo dico io, con tutta questa tecnologia sempre attiva non servite più a nulla.

Non come Alfio, il signore d'altri tempi che vive qui vicino, in campagna, esperto del tempo.

Perché che freddo è? 
No, ragazzi veramente, fa freddo.
Va bene i giorni della merla ma tra la pioggia, il vento e la neve, fuori è magnifico ma anche no, dico io.

Ed è proprio per la neve che ho interpellato l’utilissimo Alfio.

Lui è un uomo della natura, sa interpretare i cambiamenti del cielo. Le nuvole. I colori.
Poi viene proprio dalla Terra quindi che so, le cipolle, per esempio, che voi utilizzerete solo per fare il sugo se va bene, per lui rivelano le condizioni meteorologiche da qui ad Agosto, quindi chi più di Alfio mi sa dire con certezza l’incertezza del tempo?!

“Alfio, secondo te nevicherà?” gli ho chiesto proprio pochi giorni fa.

Lui ha guardato il cielo, poi l’orizzonte, poi ha sputato per terra e ha guardato l’ombra dei cipressi farsi lunga. Poi, con calma, ha tirato fuori lo smartphone ed è andato su IlMeteo punto it e sì, ha detto che avrebbe nevicato.

Ed infatti ha nevicato.

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martedì 26 novembre 2013

In catene


Voi dovevate vedermi,
che sicurezza,
"sì, ma ho le catene",
che padronanza,
"sì, ma ho le catene",
Anche nella voce, nessuna esitazione,
"sì, ma ho le catene".

E il poliziotto che mi ha fermato,
"eh signorina, queste non sono gomme termiche e qui non potrebbe circolare",
non ha potuto dirmi niente,
"sì, ma ho le catene".

Dovete sapere che quando i poliziotti mi fermano vado subito in ansia e assumo quell'espressione tipica da,
"ho un cadavere nel bagagliaio". 
"Un cadavere di un ricercato". 
"Un ricercato che ha della droga nelle tasche". 
"Un nuovo tipo di droga potentissima". 
"Fatta con le lacrime di bambini".
"Bambini orfani". 

E insomma non vado avanti che tanto ci siamo capiti qual è quella tipica espressione, no? 
Perché fateci caso quando i poliziotti ti fermano sai sempre che hai qualcosa che non va nella macchina: un faro che non funziona bene, una gomma sgonfia, il tergicristallo bloccato, non hai rinnovato l'assicurazione da cinque anni. 
Piccole cose insomma ma per me, per come sono fatta io, è solo ansia.

Come quella volta che ero da sola in macchina: vi racconto la scena perché tra l'altro potrebbe essere anche divertente.
È notte, strada deserta ed ecco che vedo dietro me la volante della Polizia. Premetto che sapevo di avere una lucina rossa, quella dei freni, rotta. 
E già ansia. 
Adesso mi fermano, adesso mi fermano. 
Chiudo gli occhi, no, meglio di no, gli riapro e tutto si colora di blu: hanno acceso il lampeggiante. 
Stavo meglio con gli occhi chiusi. 
Panico, ci sono solo io: vogliono me. 
Vado avanti, non rallento. Accendono la sirena. Faccio finta di niente e continuo per la mia strada. Mi affiancano e mi fanno cenno di accostare.

Io mimo, "chi? Io?" 
Loro mimano, "sì, tu".
Io mimo, "perché?" con il classico gesto della mano che fanno gli americani per descrivere noi italiani e che noi italiani diciamo "ma quando mai: non è vero che facciamo così con la mano" facendo proprio quel gesto con la mano.
Loro con più decisione mimano, "accosta".

Va bene, accosto.
Scendono dall'auto, si avvicinano, mi dicono di abbassare il finestrino, io allora aziono una freccia, suono il clackson due volte e lampeggio, quando finalmente trovo il pulsante del finestrino,

- signorina.
- Sì?
- Ha un faretto dietro che non funziona.

Ora qui voi dovete immaginarvi il "no" più lungo e falso di tutta la vostra vita.
- Nooooooooooooooooooooooooooooooooo

Un urlo disperato, straziante. Poco credibile. E tutto perché ero in ansia. In ansia da poliziotto. 
Che poi questa cosa che ho appena raccontato è una di quelle che fa ridere solo se si è presenti. Capito quali? Che tu racconti e credi sia divertentissima e ti accorgi che nessuno ride. 

Bene, comunque ritornando alle catene ci dovevate essere: per la prima volta ero tranquilla.
Nessuna incertezza, nessuna inflessione, nessun indugio.
"Sì, ma ho le catene". 
Sembravo una che poi quando nevica le sa mettere.

polizia, neve, catene, macchina, automobile, blog umoristico, umorismo, nevica, lol
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