Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post

martedì 18 febbraio 2014

Io non ho paura di volare. Non più

Volevo dirvi che io non ho paura dell’aereo. 
Non più, almeno. 
Una cosa passata, davvero superata.
Quello era prima. Quella era la vecchia Roberta. 
Quella che quando il saggio cantava “la vfertigine non è pfaura di cfadere ma vfoglia di vfolare” diceva ma anche no, è proprio paura di cadere, Lorenzo.

Basta, io non ho più paura dell’aereo: adesso ho paura di tutto. 
Proprio così, ho paura di tutto.

Ed è tutto merito dei miei amici, sono stati loro: con le loro cure, con le loro attenzioni, mi hanno aiutato a superare questa cosa. 
Sì perché erano davvero preoccupati avessi ancora queste paure così stupide,

“ma come fai ad aver paura di volare? Ma siamo nel 2014, la tecnologia, il progresso, l’evoluzione, la scienza” e proprio seguendo la scienza mi hanno consigliato di andare da un indovino.

- Un indovino?
- Massì Roberta, un indovino. Non c’è davvero alcuna ragione per la tua paura di volare: vai da questo, ti fai dire quando morirai e da lì capisci subito se il giorno in cui devi prendere l’aereo e al limite non lo prendi. 

Be’ in effetti, mi dico io.

- Massì Roberta, ragiona: perché devi stare in ansia adesso se poi viene fuori che camperai fino a quarant’anni.
- Va be’ quarant’anni mi sembra comunque presto.
- Massì Roberta, era per dire, quaranta, quarantacinque che differenza fa? Vai e ti metti il cuore in pace.

Be’ in effetti.

- Massì Roberta, e poi ci prende sempre: guarda a me ha detto che morirò a novantasette anni e sono ancora qui.

Be’ in effetti più dimostrazione scientifica di questa. 
Niente, a me la scienza mi frega sempre: mi ha proprio convinto. Vado.

Immaginatevi la scena: entro in questa stanza buia, mi avvicino all’indovino che era tutto concentrato su date, giorni, mesi e anni, alza lo sguardo mi vede e fa,
“e tu che ci fai qui?”

Dai, capite anche voi che non è un buon segno: vado da un indovino
per sapere quando sarei morta e anche lui è apparso molto sorpreso di vedermi.
Ed è proprio per questo, dicevo, non ho più paura dell’aereo: ora ho paura di tutto.

LOL, blog umoristico, umorismo, volare, paura di volare, amici, amicizia, indovino, magia, presagi, morte, vita, yea,
immagine Tumblr

Se questo Post ti è piaciuto puoi condividerlo con i tuoi amici e mettere mi piace alla mia pagina Facebook... Se vuoi dirmi che anche tu hai paura di volare o che devo cambiare amici puoi commentare qui sotto :)

martedì 6 novembre 2012

Ci sono novità?


Come ogni anno, per me, il 2 Novembre è il giorno del pranzo coi parenti.
Succede sempre così, non importa in quale parte del mondo siamo, il 2 Novembre lasciamo tutto e ci troviamo insieme.
Una tradizione oramai.
Che poi a pensarci è singolare festeggiare proprio il 2 Novembre, il giorno dei morti, ma che vuoi, non siamo di certo una famiglia normale e sicuramente siamo sprovvisti di Santi, per cui.
Comunque un pranzo assurdo.
Infinito.
Un pranzo degno di qualsiasi festa matrimoniale. Al sud.

Al secondo Primo un'idea precisa è balenata alla mia mente:
"vuoi vedere che tutti questi parenti che ricordiamo oggi sono morti proprio durante uno di questi pranzi?"
Al terzo Secondo ne avevo la certezza, 
soprattutto quando alla mia osservazione, 
"che sì, che magari dopo i 7 Primi non c'era bisogno di riniziare daccapo, dagli antipasti, ma si poteva passare al Secondo",
mia madre se ne esce con la frase
"o si festeggia per bene o non si festeggia per niente" 
che il 2 Novembre vuol dire solo una cosa: volevano farci scappare il morto.

Benissimo, da quel momento in poi le occhiate con i miei parenti sono diventate provocazioni, intimidazioni fino ad arrivare a delle vere e proprie minacce: mangiare tutto e in grandi quantità, vince chi non muore, che inizi la sfida.

I bambini hanno lasciato quasi subito il campo di battaglia con la scusa del voler giocare.

Io ho avuto qualche cedimento sul Piccione ripieno di Quaglia ripiena di Anatra
ma ho tirato dritto, la mia strategia era rimanere lontana dall'insalata: non dà quasi nulla di punteggio ma ti riempie come dieci tacchini interi il giorno del Ringraziamento, quindi 10 tacchini americani. Enormi. 

Arrivata al dolce ero stremata ma ancora fiduciosa di poter vincere,
mio padre del resto era già fuori, ha preso i cantucci col vin santo: squalificato all'istante quando ha provato a dividerli con tutti noi. Dilettante.

Panna cotta per mia madre, non ambiva a posizioni alte, aveva già detto di no al riso al profumo di fiori, praticamente era fuori gara. 

Io ho voluto osare: semifreddo al cioccolato con pinoli e mandorle e ciambella calda a lato. Dovevo dare il tutto per tutto se volevo vincere.

Ce la giocavamo io e mio fratello, poi lui sul finire ha detto se potevano incartargli una tagliata che l'avrebbe mangiata a casa.

Ha stravinto, tutti l'hanno guardato con rispetto. 
Anche a me comunque devo dire che non è andata poi così male: non morire è sempre un'ottima prestazione.

Anzi dovremmo rifletterci più spesso, soprattutto quando le cose sembrano andare male. 
Avrei dovuto capirlo prima:
- Mamma ha riportato la versione di Latino, ho preso 3 però anche oggi non sono morta.
- Beh, brava amore di mamma.

Ma anche adesso quando ti chiedono se ci sono novità e tu non sai mai cosa rispondere:
- Beh Robi, com'è andata oggi, ci sono novità?
- Mah, veramente oggi non sono morta.
- Ah è già una gran cosa, non è da tutti insomma.
- Eh già. :) 

2 novembre, ognissanti, pranzo coi parenti, morte